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Vuole rinnovare la carta d’identità, ma scopre di essere morto da 5 anni

Di Giulia Angeletti
Pubblicato il 30 Gen. 2019 alle 13:20 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 08:33
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Immagine di copertina

Si chiama Antonio Bartolotta, è un siciliano residente a Palermo e la sua storia ha dell’incredibile.

L’uomo si era accorto che la sua carta d’identità era scaduta e voleva procedere con il rinnovo. Quando però si è recato negli uffici dell’anagrafe del Comune siciliano, il signor Bartolotta ha fatto una scoperta molto bizzarra: secondo quanto gli è stato comunicato dagli impiegati l’uomo risultava infatti essere deceduto ben cinque anni prima, esattamente il 20 giugno 2014.

Risultando quindi al Comune come morto, l’uomo non ha potuto procedere al rinnovo. Secondo quanto riportato dal Giornale di Sicilia il cittadino palermitano non avrebbe infatti potuto, in tutto questo tempo, accorgersi del “malinteso”, in quanto continuava a ricevere tasse e bollette a suo nome al suo indirizzo di residenza. Proprio come tutti noi.

“In tutti questi anni – ha raccontato Antonio Bartolotta al quotidiano siciliano – non ho avuto alcun sentore di questa assurda vicenda anche perché mi sono state recapitate regolarmente tutte le tasse da pagare e mi è stata spedita persino la tessera sanitaria”.

La sua sorpresa quando si è sentito rispondere che per la città di Palermo risultava deceduto da ben cinque anni è quindi decisamente comprensibile. L’uomo, per altro, ha perso molto più tempo del necessario per svolgere una delle più classiche incombenze. Allo stesso modo comprensibile quindi, oltre la sorpresa, anche la rabbia del signor Antonio.

“Inizialmente – ha continuato a spiegare l’uomo – pensavo ci fossero problemi con la residenza anche se abito nella stessa casa da anni”. Invece non c’era nessun problema di indirizzo alla base della sua richiesta di rinnovo del documento d’identità.

Sulla vicenda è intervenuto l’assessore con delega ai servizi demografici, il quale ha chiarito la motivazione alla base del grosso errore dell’anagrafe comunale: “Non si è trattato di morte – ha infatti spiegato l’assessore – ma di irreperibilità”. “L’uomo risultava irreperibile al censimento del 2011 e nel 2014 è stato fatto un confronto anagrafico, ora comunque gli uffici sono pronti a riscrivere Bartolotta”.

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