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La ragazza che per non essere single esce con uomini di creta

L'artista Mary Stephenson ha inscenato e fotografato le sue fantasie romantiche nel progetto My Man creando dei partner di argilla

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 30 Ott. 2017 alle 12:12 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 19:39
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Immagine di copertina
4.Bathing ©MaryStephenson

Arrivare single alla soglia dei trent’anni può iniziare a diventare un problema, soprattutto quando si è circondati da amici che non fanno altro che parlare della loro appagante vita di coppia, che presto si trasformerà in convivenza, in previsione di un felice matrimonio con pargoli e cane al seguito. Oppure, peggio ancora, quando si è sottoposti alla pressione e al terzo grado dei parenti, con la classica domanda impertinente all’ennesimo Natale senza accompagnatore: “Ma ancora non hai trovato un/una fidanzato/a?”.

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A questo punto ci sono due possibilità: arrovellarsi sulle ragioni per cui non si riesce a trovare la persona giusta, oppure sopravvivere e godersi la vita con tutte le innumerevoli soddisfazioni che porta, come gli amici, le passioni e il tempo da dedicare a sé stessi. Ma c’è anche una terza opzione.

L’artista Mary Stephenson, nell’attesa del vero amore, ha pensato di uscire con degli uomini di creta. Il nome del progetto è My Man e l’idea nasce dopo l’ennesimo matrimonio a cui Mary è stata invitata ma dove si è presentata sola. “Mi ero talmente stufata di essere single che ho creato degli appuntamenti immaginari”, ha raccontato l’artista, che ha deciso di dar vita a una serie spiritosa di scene romantiche.

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L’artista ha inscenato e fotografato le sue fantasie romantiche accanto a partner di argilla, creando sfondi e scenografie colorate – dal picnic in stile impressionista a un appuntamento in un noodle bar, dalla scena di routine in bagno alla foto-ricordo davanti a Notre Dame a Parigi.

Le teste dei fidanzati sono fatte di creta e i loro corpi sono pupazzi, come bambole di pezza. I loro occhi sono chiusi e questa scelta non è casuale: “Puoi leggere troppe cose negli occhi delle persone. Sarebbero stati troppo espressivi, e quindi ingannevoli” dice Mary.

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L’artista ha ammesso che il progetto, nato come un gioco, si è rivelato alla fine catartico. Lo scopo è quello di portare le persone a riconsiderare le loro credenze sulle tradizionali aspettative di vita e d’amore.

Il cammino che porta alla soddisfazione si realizza attraverso una molteplicità di cose: studio, carriera, casa, famiglia, risultati. Il problema è che se una di queste viene a mancare, si ha spesso la percezione che qualcosa nella propria vita non funzioni. Il consiglio di Mary Stephenson invece è quello di darsi un po’ di tregua, di non pretendere troppo da se stessi e di abbracciare la propria vita per quello che si è riusciti a fare.

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