L’opera semidistrutta di Banksy verrà esposta in un museo e l’ingresso sarà gratuito

Qualche mese fa, una tela di "Girl with a baloon" si è autodistrutta dopo essere stata battuta all'asta, ora sarà ospitata in un museo tedesco

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 5 Feb. 2019 alle 12:51 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 08:30
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Immagine di copertina
Love is in the bin, Banksy. Credit: Getty Images

Love is in the bin diventa un’opera e finisce in un museo. Parliamo della tela di Banksy che si è autodistrutta dopo esser stata battuta all’asta. L’opera del noto artista senza volto ha cambiato nome dopo esser stata sminuzzata da un congegno elettronico posto all’interno della cornice.

La celeberrima Girl with a baloon diventa Love is in the bin. A rinominare la “nuova” opera è stato lo stesso Banksy. Ora Love is in the bin sarà ospitata in un museo tedesco. I curatori della mostra, prima di esporre la tela di Banksy hanno proceduto ad esaminare con attenzione l’opera per evitare che all’interno vi fosse ancora il famoso (e dannoso) meccanismo.

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Il direttore del museo Frieder Burda di Baden-Baden, Henning Schaper, in un’intervista rilasciata a Reuters, ha affermato: “Abbiamo aperto la cornice e trovato la macchina trituratrice, il portabatterie, i cavi. Siamo soddisfatti dal fatto che le batterie fossero state tolte ed i cavi tagliati”

I fan dell’artista misterioso potranno ammirare l’opera a metà entrando gratis al museo fino al prossimo 3 marzo. C’è una motivazione alla base di questo gesto: secondo il direttore, Banksy è un artista della democratizzazione dell’arte. “Volevamo impegnarci con la sua filosofia, appendendo l’opera dove le persone non devono pagare per vederla e possono vivere l’arte di Banksy ed unirsi a noi in un dibattito critico sullo sviluppo del mercato artistico”, ha aggiunto Schaper.

L’opera autodistrutta

Banksy non smette di stupire. Girl with a baloon, tra le opere più note dell’artista inglese, era stata battuta per oltre un milione di sterline a un’asta organizzata a Londra da Sotheby’s.

Poco dopo che il banditore ha battuto il martello però una sorta di tritadocumenti, apparentemente nascosto dietro la cornice, ha distrutto gran parte della tela che è scivolata fuori dal quadro in tante striscioline.

Non è chiaro se l’artista fosse in sala ed abbia azionato egli stesso il meccanismo nascosto. Poco dopo l’incidente, un uomo vestito di nero con cappello e occhiali da sole è stato visto parlottare con le guardie all’ingresso della casa d’aste.

A far propendere per questa ipotesi è anche il fatto che, sulla sua pagina Instagram, Bansky ha condiviso una foto del dipinto con il commento: “Vai, vai…andato”.

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