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Michela Murgia: “Per molto tempo non ho avuto amiche donne. Ero maschilista”

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 10 Lug. 2019 alle 18:09 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 02:20
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Immagine di copertina

La scrittrice e intellettuale Michela Murgia da piccola non aveva amiche donne.

Lo ha rivelato in un’intervista rilasciata a Gustav Hofer e Luca Ragazzi durante le riprese del film Dicktatorship. Fallo e basta, che andrà in onda mercoledì 10 luglio su La F e sarà distribuito in alcune sale italiane in autunno.

Michela Murgia racconta un passato in cui non si circondava di persone del suo stesso sesso a causa del maschilismo tramandato dalla cultura patriarcale.

“Per molto tempo non ho avuto amiche donne perché ho creduto alla legenda nera che le donne fossero le peggiore amiche delle altre donne”, afferma l’autrice sarda.

“Uno dei meccanismi del maschilismo è evitare che le donne facciano rete, quindi: dividile, e le governi. La legge romana per eccellenza. Fai che le donne siano nemiche delle altre donne e le rendi non soltanto tue complici nel sistema patriarcale, ma anche le controllore le une delle altre. A 13 anni due ragazzine delle medie non hanno più nemmeno bisogno di un maschio per darsi della t***a a vicenda. Se vuoi insultare un tuo compagno di classe usi un termine che non ha a che fare con la tua esperienza, neanche fisica, neanche morale, ma con l’esperienza maschile. Significa che lì il maschilismo ha funzionato talmente bene che non serve neanche un maschio.”

Continua la Murgia, autrice di diverse pubblicazioni su donne e femminismo, tra cui “Ave Mary, così la Chiesa inventò la donna”.

“Il femminismo non discute il maschio”, afferma la scrittrice e attivista. “Discute il patriarcato” .

“Siamo tutti maschilisti. Essendo maschilista, io tendo a pensare che se l’uomo è intelligente è un genio, se la donna è intelligente è problematica, e quindi se posso scegliere scelgo il maschio. Ma io per ammettere questo sono andata in analisi”, conclude.

Sembra dunque che l’intellettuale abbia dovuto lavorare su se stessa prima di raggiungere le posizioni femministe che difende oggi con le sue dichiarazioni e il suo attivismo.

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