Me

Ecco il singolo dei Barbooodos: Jovanotti, Calcutta e Paradiso in versione “Aristogatti”

Di Marco Nepi
Pubblicato il 21 Mar. 2019 alle 19:26 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 03:18
Immagine di copertina

È uscito giovedì 21 marzo il video di “La Luna e La Gatta”, il nuovo singolo prodotto dall’ormai celebre duo composto da Takagi e Ketra. A cantare il brano sono tre voci molto note della musica italiana: Lorenzo Jovanotti, Edoardo D’Erme noto come Calcutta e Tommaso Paradiso, frontman del gruppo di grande successo Thegiornalisti.

Già da fine febbraio proprio Takagi e Ketra avevano lasciato intendere, pubblicando alcune immagini emblematiche, che stavano lavorando a una nuova produzione che avrebbe coinvolto una band misteriosa. Un gruppo musicale definito dagli stessi produttori – senza dubbio per “stuzzicare” curiosità e immaginazione del pubblico – come “improbabile e esordiente” e “destinata a lasciare un segno indelebile nella musica italiana”.

Venerdì 1 marzo, quando è stato diffuso il brano “La Luna e La Gatta”, tale mistero è stato definitivamente svelato: la band “improbabile” corrisponde ai Barbooodos che altro non è che un gruppo formato dai tre noti artisti e dai due produttori.

Il videoclip, ora disponibile su You Tube, mostra i cinque componenti dei Barbooodos in versione cartone animato, rappresentati come gatti che cantano e suonano in una mansarda. Una scena che non può non far tornare alla mente il famoso cartone Disney, gli Aristogatti, e l’indimenticabile canzone cantata da Romao e la sua “combriccola” di scalmanati gatti randagi che intonava “Tutti quanti voglion fare jazz”.

La regia del video è di Gaetano Morbioli, mentre la sceneggiatura è stata curata da Takagi e Ketra.

Ecco il testo del brano:

Gli alberi pescano pescano
l’anima di questo mondo
emergendo le radici e abbracciando l’Equatore
vorrei tu facessi lo stesso
con la mano sul mio cuore
quando mi guardi negli occhi vorrei finire nel frullatore
ma dimmi come si può stare bene anche quando si è lontani
e non sento la tua voce ormai da troppe settimane
dimmi come si può stare vivi anche senza respirare
posso soltanto deglutire singhiozzare
cantare nella testa
questo motivo che mi fa
stare come la gatta
che guarda dalla finestra
la luna che cade in un lago dipinto di blu
e ci caschi anche tu
nel cielo la notte è romantica
venere bacia Orione
senza sapere dove senza sapere come
vorrei tu facessi lo stesso
chiamandomi col mio nome
l’amore attraversa lo spazio
di chilometri e anni luce
ma dimmi come si può stare bene anche quando si è lontani
e non sento la tua voce ormai da troppe settimane
dimmi come si può stare vivi anche senza respirare
posso soltanto deglutire singhiozzare
cantare nella testa
questo motivo che mi fa
stare come una gatta che guarda dalla finestra
la luna che cade
in un lago dipinto di blu
e ci caschi anche tu
amore non è una scusa
ma giuro mi sono perso
non è stata una bella avventura
però mi è piaciuta lo stesso
c’era la luna in un lago che emanava il suo riflesso
e una banda suonava lontano una musica blues
ci saresti cascata anche tu