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Lorenzo Jovanotti “canta” il video di Giorgia Meloni sul Global Compact

Il cantautore romano ha preparato un'esibizione particolare per l'ultima puntata del 2018 dello show di Zoro

Di Giulia Angeletti
Pubblicato il 15 Dic. 2018 alle 15:36 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 11:48
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Immagine di copertina

La puntata di Propaganda Live, il talk show satirico di La7 condotto da Diego “Zoro” Bianchi, di venerdì 14 dicembre ha visto come ospite il cantante romano Lorenzo Jovanotti.

Si tratta della puntata finale per il 2018 e la produzione ha deciso di chiudere l’anno con questo super ospite. Il noto cantautore ha trovato il modo di rendere particolarmente speciale la sua presenza nella trasmissione, perché si è cimentato in un brano rap decisamente inedito: Jovanotti ha infatti reso in musica le parole pronunciate da Giorgia Meloni nell’ultimo video postato sulla sua pagina Facebook.

jovanotti propaganda live

Nel video in questione la leader di Fratelli d’Italia si scaglia contro il Global Compact, il documento dedicato all’immigrazione che descrive le linee guida per la gestione dei flussi e dei richiedenti asilo.

Jovanotti Propaganda Live | Che cos’è il Global Compact

Il Global Compact for Migration, questo il suo nome esteso, è l’accordo voluto dall’ONU al fine di dare una risposta globale al problema della migrazione. Nel 2016, nell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di New York, il patto è stato firmato da oltre 190 Paesi ed è stato ribattezzato “Dichiarazione di New York“. L’accordo è poi stato ribadito durante l’assemblea generale dello scorso settembre, dove però le posizioni di diversi Paesi sono cambiate.

Il principale obiettivo del Global Compact è creare una rete internazionale per l’accoglienza di migranti e rifugiati. Un’accoglienza “sicura”, si legge nella dichiarazione, e di “sostegno”.

Il punto di partenza del Global Compact è il principio, condiviso dai vari firmatari, che la questione delle migrazioni debba essere affrontata a livello globle tramita rete di collaborazione internazionale.

Nel documento di parla di migrazione “disciplinata, sicura, regolare e responsabile” e prevede una lunga serie di impegni da parte di tutti i Paesi per tutelare “diritti e bisogni” di chi è costretto a fuggire dal proprio Paese.

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