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Perché giudichiamo gli altri in base al loro aspetto fisico

Molte persone giudicano gli altri in base all'aspetto fisico, spesso per effetto di pregiudizi cognitivi. Alexander Todorov, professore di psicologia dell'Università di Princeton, ha analizzato le reazioni di un gruppo di studenti ad alcuni volti generati al computer

Di Giuseppe Loris Ienco
Pubblicato il 9 Ott. 2017 alle 15:12 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 19:41
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Immagine di copertina

Secondo gli scienziati esistono innumerevoli modi in cui le persone giudicano gli altri sulla base del loro aspetto o del volto.

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Alexander Todorov, professore di psicologia all’Università di Princeton, ha analizzato le reazioni ai volti generati digitalmente dal computer per individuare i tratti associati a bellezza, affidabilità, capacità e altre caratteristiche.

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In uno dei suoi studi più recenti, ha chiesto a un gruppo di studenti universitari statunitensi di giudicare alcune facce create da un software. Per evitare accuse di razzismo, lo scienziato ha impiegato solo modelli di persone bianche.

Secondo Todorov, le prime impressioni sull’aspetto esteriore di una persona sono estremamente imprecise. Chi ha pregiudizi spesso si lascia influenzare dall’effetto alone, un bias cognitivo che porta a giudicare positivamente un insieme sulla base di un unico tratto.

L’inaccuratezza nel giudizio può essere vincolata anche al ragionamento per stereotipi, che porta ad associare i comportamenti agli aspetti esteriori.

Si è portati a credere che le persone più attraenti abbiano anche altre qualità positive, come intelligenza e affidabilità.

I lineamenti infantili, più diffusi tra le donne, sono spesso associati a debolezza, innocenza, arrendevolezza, gentilezza, onestà e calore.

Anche le espressioni neutre a volte possono ingannare. Un volto che esprime rabbia è percepito come meno gradevole e può essere associato a una persona più potente, ostile e minacciosa. Discorso opposto per i volti allegri.

Nell’immagine sottostante, i volti più a destra esprimono maggior competenza rispetto a quelli a sinistra.

Fonte: Todorov Lab

Una pelle più scura e tratti mascolini sono associati a volti appartenenti a persone in grado di esercitare un forte ascendente sugli altri, come è possibile notare nella seguente immagine diffusa da Alexander Todorov.

Fonte: Todorov Lab

Per giudicare l’estroversione di una persona spesso ci si basa sulla larghezza del viso e l’espressione della bocca. Nella foto qui sotto, i volti che sembrano sorridere di più sono stati associati a persone aperte e sicure dei propri mezzi.

Fonte: Todorov Lab

Nella foto in basso, i volti posti al margine destro, dai tratti più mascolini e dall’aspetto corrucciato, sono stati associati a persone in grado di incutere timore negli altri.

Fonte: Todorov Lab

Secondo lo studio di Alexander Todorov, le persone tendono ad associare alcune caratteristiche fisiche alla criminalità. Nella foto qui sotto i volti più a destra sono stati ricollegati a individui tendenzialmente pericolosi.

Fonte: Todorov Lab

Qui sotto, la percezione di affidabilità aumenta nei volti che vanno da sinistra a destra. In base ai dati raccolti da Todorov, le persone maggiormente degne di fiducia hanno caratteristiche femminili e un’espressione apparentemente serena.

Fonte: Todorov Lab

Spesso i volti più comuni esprimono sicurezza. Questo aspetto rappresenta un pregiudizio in grado di alimentare razzismo e xenofobia.

Più la faccia di una persone somiglia alla nostra, più reagiamo in maniera positiva nei suoi confronti. Il risultato è emerso nel corso dei test di valutazione, nei quali sono stati inseriti volti con caratteristiche riprese direttamente dai singoli intervistati.

Un volto può trasmettere indizi sulla personalità di un individuo ma, in base a quanto affermato da Todorov, spesso ci si lascia influenzare troppo da opinioni errate o si tende a enfatizzare alcune caratteristiche.

I collegamenti tra forma e aspetto di un viso e i comportamenti spesso sono esclusivamente il risultato di pregiudizi sociali e della diffusione di stereotipi.

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