La stella del calcio mondiale che “costringe” il figlio a lavorare in una copisteria

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 6 Mar. 2019 alle 17:55 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 03:46
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Immagine di copertina

Il lavoro nobilita l’uomo, e anche i figli dei calciatori.

Gabriel Omar Batistuta, amatissimo in campo, è anche un esempio come genitore: intervistato dal programma radiofonico “Reconquista Hoy“, l’ex attaccante della Fiorentina spiega come mai suo figlio Joaquin lavori in una copisteria, nonostante il reddito altissimo del papà e la ricchezza della famiglia.

“Potrei comprargli tranquillamente qualsiasi macchina ma la gente saprebbe che non se l’è guadagnata da solo. Penso che abbia un altro sapore poter dire con orgoglio ‘Questa me la sono meritata da solo'”, commenta Batistuta.

“La gente si chiede: come è possibile che il figlio di Batistuta lavori in una copisteria? Non voglio sminuire un lavoro assolutamente degno, però è qualcosa di insolito”, si domanda il conduttore del programma radio. E la risposta di Batistuta è perfetta: “Che i miei figli lavorino, per me, è come poter regalare loro la dignità”.

Dunque un insegnamento per suo figlio a lavorare sodo, a lottare per le cose della vita, ad essere infine soddisfatto perché l’impegno paga sempre. “Potrei permettermi di regalare ai miei figli delle auto nuove e di lusso, ma non so quanto si sentirebbero felici, o almeno quanto potrebbe durare quella felicità”, sottolinea il campione.

“Io so che magari prendono l’auto, si fanno un giro per le vie del centro e le ragazze, o la gente, li guardano. Molti potrebbero pensare “Ah, però, guarda che auto che ha”, e questo li potrebbe imbarazzare, perché dentro di loro sanno che quell’auto non è veramente loro. Non c’è paragone col guidare un’auto magari meno bella e potente, ma di cui poter dire: questa me la sono guadagnata da solo”, ha raccontato il giocatore.

Quanti padri ricchi e famosi opterebbero per questa scelta difficile e controtendenza?

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