La storia del bambino senzatetto diventato campione di scacchi

Di Anton Filippo Ferrari
Pubblicato il 17 Mar. 2019 alle 20:24 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 03:22
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Immagine di copertina
Tanitoluwa Adewumi. Credit: New York Times

Un bambino di 8 anni senza fissa dimora è diventato un campione di scacchi. La particolare storia arriva dagli Stati Uniti. Tanitoluwa Adewumi, questo il suo nome, è figlio di una coppia di negeriani, scappati dalla Nigeria nel 2017 come tanti altri profughi cristiani in fuga dalle persecuzioni di Boko Haram.

A raccontare la sua storia è stato il New York Times, che lo è andato a trovare nella sua “casa”: un rifugio per senza tetto di Manhattan dove vicino al letto ha sette trofei, compreso l’ultimo conquistato appena una settimana fa, quando ha vinto il campionato di scacchi per bambini fino a 8 anni dello Stato di New York.

Il noto quotidiano americano racconta la sua storia. La storia di un bambino che vedono “camminare verso la sua stanza, trasportando uno strano carico nelle sue braccia. Non riesce a smettere di sorridere perché lo strano carico è un enorme trofeo, quasi grande come lui”.

Un bimbo, prosegue la testata, “che ha superato imbattuto il trofeo di Stato della scorsa settimana, sbaragliando bambini di scuole private di élite con maestri di scacchi personali. La cosa straordinaria – si legge – è che Tani, come è conosciuto, ha imparato a giocare a scacchi poco più di un anno fa. E il suo gioco è migliorato esponenzialmente mese dopo mese”.

Ma qual è la storia di questo piccolo fenomeno degli scacchi? Tani, i suoi genitori e il suo fratello maggiore sono arrivati a New York poco più di un anno fa e la loro richiesta di asilo è ancora in attesa di approvazione.

Il bambino nel frattempo frequenta una scuola elementare dove ha incontrato un maestro part-time che ha insegnato a lui e alla classe come giocare a scacchi.

Il tutto gratis. Russel Makofsky, il gestore della scuola di scacchi dell’istituto, infatti non ha chiesto il pagamento della retta delle lezioni, che la famiglia di Tani non si potrebbe permettere.

Un anno fa, il bambino ha partecipato al suo primo torneo. Oggi si esercita al computer portatile del papà (che lavora come autista di Uber e come agente immobiliare) ogni sera e, ogni sabato, in un circolo gratuito di Harlem per tre o quattro ore.

“Tani ha uno stile di gioco aggressivo. Nel torneo statale gli allenatori sono rimasti scioccati nel vederlo sacrificare un alfiere per un pedone”, racconta il New York Times, “allarmati, hanno immesso la mossa in un computer e hanno riconosciuto che l’azzardo avrebbe migliorato la sua posizione diverse mosse dopo”. Insomma, Tani ha giocato, non casualmente, con grande anticipo.

“Non ho mai visto nulla del genere”, le parole del maestro Makofsky che stravede per il ragazzino. Futuro campione del Mondo? Chissà, intanto lui gioca e si diverte come qualsiasi bambino.

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