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Una navicella spaziale NASA mostra Giove al suo interno come non si era mai visto: foto

La sonda spaziale Juno rivela dettagli significativi e inediti sullo stato attuale del pianeta più grande del sistema solare

Di Camilla Palladino
Pubblicato il 8 Mar. 2018 alle 11:24
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La sonda spaziale Juno, inviata su Giove dalla Nasa, ha rivelato importanti dettagli sull’interno del pianeta più grande del sistema solare, che è turbolento come la sua superficie.

Le nuove scoperte, basate su misurazioni gravitazionali di alta precisione, mostrano che le iconiche bande di Giove, causate da venti estremamente potenti, si estendono fino a una profondità di circa 3mila chilometri sotto la superficie.

La missione spaziale ha anche fornito una risposta parziale alla questione del nucleo del pianeta: Juno ha mostrato che il 96 per cento dell’interno del pianeta ruota “come un corpo solido”, anche se tecnicamente è composto da una miscela di idrogeno ed elio straordinariamente densa.

Il campo gravitazionale sorprendentemente asimmetrico di Giove, i suoi flussi atmosferici, la composizione interna e i cicloni polari sono descritti in quattro differenti articoli pubblicati sul giornale Nature.

Uno degli obiettivi degli astronomi della Nasa era capire se le bande su Giove, causate da correnti d’aria cinque volte più potenti dei più potenti uragani sulla Terra, fossero un fenomeno “meteorologico” paragonabile alle correnti di getto della Terra o fossero parte di un sistema convenzionale profondamente radicato.

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Grazie a Juno, è stato scoperto che le correnti d’aria di Giove sono abbastanza profonde da causare increspature e asimmetrie nel campo gravitazionale del pianeta, percepibili dai rilevatori della navicella spaziale.

Sulla Terra, l’atmosfera rappresenta circa un milionesimo della massa dell’intero pianeta. Questa scoperta suggerisce che su Giove la cifra è più vicina all’1 per cento.

“Il concetto che un’atmosfera possa essere così pesante e contenere così tanta parte del pianeta è sorprendente”, ha dichiarato Yohai Kaspi, planetologo presso il Weizmann Institute of Science, in Israele.

La missione di Juno ha portato a dipingere un’iniziale immagine della struttura interna del pianeta: andando dalla superficie del pianeta verso il suo interno, si incontra per prima cosa un denso strato gassoso composto al 99 per cento di idrogeno ed elio, con tracce di metano e ammoniaca.

La densità sulla superficie è circa 10 volte inferiore a quella dell’aria, ma il gas diventa sempre più denso andando verso il centro del pianeta.

In prossimità del centro del pianeta, il gas diventa così denso che l’idrogeno diventa ionizzato, trasformandosi in idrogeno metallico, un gas la cui densità si avvicina a quella dell’acqua.

Anche l’elio, avvicinandosi al centro, cambia le sue caratteristiche e si condensa in pioggia.

E nel punto più interno, dove la pressione è circa 10 milioni di volte superiore a quella della superficie terrestre, gli scienziati pensano che il gas diventi simile a un denso liquido con all’interno parti di metalli pesanti.

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