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Massimo Mercurio Miranda, vento e libertà ad occhi chiusi

Di Antonella Panella
Pubblicato il 20 Giu. 2019 alle 18:14 Aggiornato il 20 Giu. 2019 alle 18:17

Massimo Mercurio Miranda, napoletano, classe ’50, ha vinto il Campionato Mondiale Match Race Homerus per non vedenti svolto a Salerno il 2 giugno 2019, al timone Danilo Malerba anch’egli non vedente. Non poteva andare diversamente.

Massimo l’ho conosciuto lo scorso settembre, quando, appena comprato il suo Màcchese, un meteor usato, mi ha contattata, in qualità di delegata di classe, per espletare tutti gli adempimenti burocratici come da prassi.

Quando ci siamo incontrati ho avuto di fronte un uomo alto, dal british apolmb, ironico, determinato e…non vedente. Mi sono chiesta come avrebbe potuto correre in barca a vela un non vedente, ma la sua silenziosa ed elegante determinazione mi ha pervaso, e naturalmente convinta che fosse una cosa normale.

Dopo qualche ora trascorsa insieme, la sua disabilità non la “vedevo” più.

Massimo Mercurio Miranda | La sua storia

Ho conosciuto la sua storia. Massimo è diventato cieco solo quattro anni fa, a causa di un glaucoma aggressivo che nel giro di qualche anno gli ha portato via la vista completamente. Dopo un breve periodo di accettazione, – “ non accettavo il bastone” dice, “ma poi ho capito che era più utile e soprattutto più lungo dell’ombrello che usavo in sua sostituzione, ma l’ombrello non mi lasciava individuare gli ostacoli per tempo e mi costringeva a subirli!” – per caso fa un giro su una barca a vela per disabili motori, ritrova il vento e il senso di libertà, come quando ad Imola – città in cui ha vissuto per lavoro fino alla cecità – appassionato centauro, macinava chilometri girando e gareggiando in pista, o viaggiando a bordo della sua moto insieme ad Annalisa, sua moglie e compagna da oltre 30 anni.

Così, ormai cieco, decide di provare ad imparare ad andare a vela, con una barca armata senza sussidi come per i Dream usati nel caso dei disabili motori. Si iscrive ad un corso di vela per non vedenti sul lago di Garda, organizzati dalla associazione Homerus. La stessa che nel 1996 ha ideato un sistema di segnali acustici per boe e barche che consente ai non vedenti di veleggiare autonomamente, senza accompagnatore a bordo. Con questo sistema si disputano i match race per non vedenti come il mondiale appena vinto.

Massimo Mercurio Miranda | Il Campionato Nazionale Meteor

Lo scorso agosto compra un meteor, una barca di 6 metri, molto diffusa in Italia, usato nelle scuole vela, e decide di debuttare da armatore/velista in regate di flotta al 46esimo Campionato Nazionale Meteor che si è svolto nelle acque di Torre del Greco, lo scorso maggio.

Non più regate tra non vedenti ma la sfida con i normodotati. Ovviamente Massimo ha scelto l’edizione con l’affluenza record dalla storia del meteor: 60 le imbarcazioni sulla linea di partenza! La preparazione della sport boat è stata lunga.

Difficile l’affiatamento con l’equipaggio individuato inizialmente che ad una settimana dallo start del Nazionale ha declinato l’impegno. Non una piega, né un ripensamento, l’armatore non vedente, con caparbia, pazienza, tenacia e gentilezza ha ricostruito un altro equipaggio, con cui è giunto sulla linea di partenza vincendo la sua sfida.

Massimo è uno speciale esempio di come la vela ed il mare siano in grado di restituire motivazione e voglia di vivere anche quando per situazioni cliniche secondarie, il deficit visivo sopraggiunge in età adulta, costringendo la persona a ricostruire da capo la propria esistenza.

“Ho perso la vista ma respiro e vivo, e per questo vorrei che sempre più ragazzi affetti da disabilità motorie e sensoriali si avvicinassero al mare»Il suo prossimo obiettivo? “ diventare timoniere della mia barca e riuscire ad acquisire la sensibilità giusta per condurre lo spi – vela usata nelle andature di poppa- tutto da solo.”