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Incendio California, le terribili immagini della fiamme che divorano l’area di Malibù

Definito tra i più mortali e tra i più devastanti della storia

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 12 Nov. 2018 alle 23:20 Aggiornato il 12 Nov. 2018 alle 23:21
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Sale il bilancio delle vittime causate dagli incendi che hanno devastato la California: sono 31 i morti accertati e 228 le persone disperse. Oltre 300mila gli sfollati. L’intera cittadina di Paradise è stata spazzata via dalle fiamme. “Possiamo fermare la devastazione, siate furbi”, ha twittato il presidente Trump dal suo viaggio in Europa.

La ricostruzione – L’incendio sarebbe divampato venerdì 9 novembre intorno a mezzogiorno (ora locale), quando una “cintura di fuoco” ha iniziato a cingere d’assedio le case della cittadina balneare compresa nell’area metropolitana di Los Angeles, diffondendosi velocemente a causa del vento. Il fuoco ha divorato oltre 8mila ettari di vegetazione

Le autorità hanno ordinato l’evacuazione di Malibù, la nota spiaggia affacciata sull’oceano Pacifico frequentata dalle celebrità. Il bilancio delle vittime è salito a 23 morti. Altri due cadaveri sono stati trovati nell’area di Malibù, accerchiata dalle fiamme, che hanno spinto anche le star a evacuare insieme ad altre 250mila persone di tutte le zone colpite.

“La distruzione è catastrofica. Gli incendi sviluppano molto rapidamente, in alcuni casi anche 100 acri al minuto. I cittadini devono evacuare in fretta, eseguendo gli ordini dei pubblici ufficiali”, aveva scritto qualche ora prima su twitter il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

È stato immediatamente dato un ordine di evacuazione, che ha coinvolto circa 157mila persone. Tra loro, secondo il Daily Star, ci sono anche l’attore Harrison Ford e la cantante Miley Cyrus.

Sono in pericolo 75mila abitazioni, molte delle quali sono case per le vacanze. Dave Richardson, comandante del dipartimento anti-incendio di Los Angeles, ha affermato che esiste il reale rischio che altre 60mila persone saranno costrette alla fuga nelle prossime ore.

È stata sospesa l’attività nelle scuole e nell’università Pepperdine. Nel giro di poche ore, lunghe colonne di auto si sono formate nelle strade in uscita dalla città. Alcuni residente hanno abbandonato le loro abitazioni correndo a piedi, spesso con figli o animali domestici in braccio, come ha raccontato Gina Oviedo, residente della cittadina di Paradise, ascoltata dal Guardian.

“È una situazione molto pericolosa e molto seria”, ha avvertito lo sceriffo della contea di Butte, Kory Honea, dove è stato proclamato lo stato di emergenza.

“L’estensione della distruzione che abbiamo visto è davvero incredibile e spezza il cuore”, ha aggiunto.

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