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I tabù “sporchi” della società nelle illustrazioni di una disegnatrice indiana

Un'illustratrice indiana ha deciso di sottolineare ironicamente su Instagram i "tabù sporchi" ancora presenti nella sua generazione

Di Camilla Palladino
Pubblicato il 18 Feb. 2018 alle 13:07 Aggiornato il 18 Feb. 2018 alle 13:10
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Kaviya Ilango è un’illustratrice indiana che si occupa di rappresentare i “tabù sporchi” che la ispirano, e che sono particolarmente sentiti nel suo paese.

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“Le persone generalmente consigliano di lavare i panni sporchi in casa propria, ma sono convinto che l’arte possa essere un mezzo potente per mettere in discussione gli stereotipi”, ha spiegato l’artista a Bbc.

Ilango utilizza Instagram come canale di diffusione, e all’interno del suo account pubblica le satiriche foto sui “problemi da millennial”.

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Il suo principale scopo è quello di sfatare i miti delle vite apparentemente perfette che vengono mostrate sui social network, per dare spazio a soggetti più intimi e problematici.

La maggior parte delle sue illustrazioni presenta donne dalla pelle scura con le gambe e le braccia non depilate: una scelta deliberatamente provocatoria nei confronti delle insicurezze intorno all’immagine del corpo propagandate dall’industria della bellezza e persino dai social media.

“Personalmente credo che più oggettivamente si parla di questi argomenti ‘sporchi’, tanto più verranno normalizzati all’interno della società “, ha spiegato l’artista.

A volte le sue illustrazioni includono “tabù buffi”, dice, ma tocca anche questioni più disturbanti e personali come la solitudine e la malattia mentale.

“Cose come il dolore e la perdita, la depressione e l’isolamento o qualsiasi tipo di dipendenza: questi sono tutti argomenti di cui ancora ci sentiamo molto a disagio a discutere con gli altri”, dice Ilango.

Il suo progetto, intitolato dall’hashtag #100daysofdirtylaundry, è un’analisi onesta dei problemi femminili, che vanno dai cicli mestruali alle manie di Netflix e alla continua distrazione causata dai social media.

Gran parte del suo lavoro è umoristico, ma riflette anche l’ansia di una generazione che descrive come “perennemente online”.

“Il modo in cui la nostra generazione ha affrontato l’oscura questione dei ‘millennials’ è stato per lo più attraverso l’umorismo: meme, stand up comedy, satira e pagine Facebook divertenti”.

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