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Von der Leyen: “Piano da 800 miliardi di euro per aumentare le spese nella difesa nell’Ue”

Immagine di copertina
Credit: AGF

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen propone un piano da 800 miliardi di euro per aumentare le spesa militare nell’Unione europea.

Il piano si chiama ReArm Europe ed è stato presentato da von der Leyen oggi, martedì 4 marzo, in una lettera inviata ai capi di governo degli Stati membri e in una conferenza stampa a Bruxelles, a due giorni dal Consiglio europeo in programma giovedì.

“L’Europa è pronta ad aumentare massicciamente la sua spesa per la difesa, sia per rispondere all’urgenza di agire a breve termine e per sostenere l’Ucraina, sia per affrontare l’esigenza a lungo termine di assumerci maggiori responsabilità per la nostra sicurezza europea”, ha affermato von der Leyen.

L’annuncio arriva proprio mentre dagli Stati Uniti arriva notizia che il presidente americano Donald Trump ha deciso di sospendere gli aiuti militari statunitensi all’Ucraina.

Il piano ReArm proposto dalla Commissione europea si compone di due misure.

La prima consiste nell’attivazione di una clausola di salvaguardia nazionale in base alla quale la spesa militare dei singoli Paesi non verrà conteggiata nel meccanismo sanzionatorio dell’Unione europea previsto per gli Stati che violano i limiti di spesa dell’Ue.

In questo modo, ha spiegato von der Leyen, “se gli Stati membri aumentassero la spesa per la difesa in media dell’1,5% del Pil, si creerebbe un margine fiscale di quasi 650 miliardi di euro in un periodo di quattro anni”.

La seconda misura del pacchetto ReArm è invece un nuovo fondo da 150 miliardi di euro che la Commissione europea metterà a disposizione per prestiti a basso costo volti a finanziare le spese militari dei singoli Paesi.

“Questo strumento aiuterà gli Stati membri a mettere in comune la domanda e ad effettuare acquisti congiunti”, ha osservato von der Leyen, che ha citato investimenti in “difesa aerea e missilistica, sistemi di artiglieria, droni missilistici e munizioni e sistemi di difesa dei droni, ma anche difesa informatica e la mobilità militare”.

“Grazie a questa attrezzatura, gli Stati membri potranno aumentare notevolmente il loro sostegno all’Ucraina”, ha aggiunto la presidente della Commissione.

Non è ancora chiaro, peraltro, da dove proverranno questi finanziamenti. Tra le ipotesi c’è che si attinga dalle somme non utilizzate del Fondo per la ripresa post-Covid o dai Fondi regionali per la coesione.

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