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La vittoria dei Sioux contro l’oleodotto in North Dakota

È stato bocciato il percorso previsto per l'oleodotto che sarebbe dovuto passare sotto il lago Oahe, vicino alla riserva Standing Rock

Di TPI
Pubblicato il 5 Dic. 2016 alle 13:10 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 02:19
Immagine di copertina

Dopo mesi di proteste i nativi americani della tribù Sioux hanno vinto la loro battaglia contro il Dakota Access Pipeline, l’oleodotto che avrebbe attraversato i loro territori in Nord Dakota, passando sotto il lago Oahe. Il genio militare americano ha annunciato di aver bocciato il percorso previsto per la struttura, annunciando che esaminerà alcune alternative.

L’oleodotto, lungo 1.900 chilometri, attraversa quattro stati e ha lo scopo di abbattere i costi per il trasporto del greggio estratto nel Nord Dakota, alla frontiera con il Canada, fino all’Illinois, nel sud degli Stati Uniti. La sua costruzione è praticamente ultimata, fatta eccezione per la parte contestata.

I membri della tribù Sioux della riserva Standing Rock, che si trova a poche centinaia di metri dal luogo indicato dal progetto dell’oleodotto, hanno detto che si tratta di una “decisione storica”. Hanno espresso la loro “gratitudine eterna” all’amministrazione Obama, che ha interrotto il completamento dell’opera per consentire al genio militare – formalmente proprietario del terreno – di esprimersi.

Ma Energy Transfer Partners e Sunoco Logistics, le aziende coinvolte nel progetto del Dakota Access Pipeline, hanno criticato la scelta, sostenendo che si tratta di una “decisione puramente politica”.

I nativi americani hanno sempre sostenuto che l’oleodotto rappresenta una minaccia per l’ambiente e per le falde acquifere del territorio. Si oppongono alla costruzione della struttura anche perché questa attraverserebbe alcuni luoghi di sepoltura che sono sacri per la loro comunità.

La decisione dei militari, tuttavia, rappresenta una vittoria provvisoria, poiché può ancora essere ribaltata in appello. Inoltre il presidente eletto Donald Trump ha espresso in passato posizioni favorevoli alla costruzione dell’oleodotto, essendo stato proprietario di alcune azioni della Energy Transfer Partners. 

Le proteste dei Sioux sono iniziate ad aprile 2016 e nei mesi successivi hanno coinvolto migliaia di persone, tra cui anche ambientalisti, attivisti e persino veterani dell’esercito, che hanno fatto da “scudi umani” ai manifestanti quando sono stati utilizzati contro di loro proiettili di gomma, cannoni ad acqua e gas lacrimogeni dalle forze di polizia locali. Le autorità avevano ordinato ai manifestanti di lasciare l’area entro lunedì 5 dicembre.

— LEGGi ANCHE: Chi sono e perché protestano i nativi americani in North Dakota