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Vittima di bullismo, 14enne si suicida buttandosi sotto un treno

Ha lasciato un biglietto con un codice e due nomi

Di Maria Teresa Camarda
Pubblicato il 19 Lug. 2019 alle 09:06 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 19:46
Immagine di copertina

Vittima di bullismo, ragazzo di 14 anni si suicida

Sam Connor, un ragazzo di 14 anni, si è tolto la vita. Lo ha fatto buttandosi sotto un treno davanti a 50 compagni di scuola che erano lì con lui.

E lo ha fatto con consapevolezza: prima di lanciarsi sui binari, ha passato il suo telefono e il suo zaino a un compagno.

È successo lunedì 15 luglio, intorno alle 16, alla stazione di Chertsey, nel Surrey, vicino alla scuola cattolica che Sam frequentava.

I motivi del terribile gesto Sam Connor, con estrema lucidità, li ha messi neri su bianco su un foglietto che è stato ritrovato nel suo zaino: ha scritto il codice numerico necessario per sbloccare il suo cellulare.

Ha dato accesso così alla sua storia: Sam Connor era vittima di bullismo. E, stando a quanto riporta il Dailymail, avrebbe anche indicato i nomi di due “bulli”.

“Bullismo estremo” a scuola e sul treno

La notizia ha sconvolto un’intera comunità. “Sembrava un ragazzo felice, non potevamo immaginare”, ha riferito uno zio alla stampa locale. Ma l’abisso che un giovane, specie se sensibile, si porta dietro quando è vittima di bullismo e non riesce a parlarne è profondo e, a volte, incomunicabile.

Stando alle prime informazioni raccolte, Sam Connor è stato preso di mira dai “bulli” non soltanto a scuola e sul treno, ma anche sui social.

E nella contea inglese è scattato l’allarme per quello che succede tra i ragazzi e di cui gli adulti non si accorgono. Parlando con i giornalisti, arrivati per raccontare la storia tragica di Sam Connor, in molti hanno denunciato di aver assistito a prese in giro, “anche pesanti”, sul treno.

Uno dei passeggeri abituali del treno ha parlato di “bullismo estremo” e “comportamenti orribili”, citando per esempio un episodio in cui ad essere presa di mira era stata una ragazza di 12 anni a cui venivano poste domande imbarazzanti sulla sua sessualità.

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