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Si può andare in vacanza in Siria? L’assurdo video promosso dal governo

Il breve filmato di 43 secondi mostra la spiaggia della città costiera di Tartus, colpita anch'essa nell'ultimo anno dal conflitto

Di TPI
Pubblicato il 2 Set. 2016 alle 11:24 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 18:05
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Immagine di copertina

Un mare cristallino solcato da moto d’acqua e piccole imbarcazioni, distese di ombrelloni ben allineati lungo la riva, campi in erba perfettamente curati. A condire il tutto la colonna sonora dell’ultimo successo musicale di Alan Walker, Faded.

Una telecamera aerea che riprende la spiaggia di sabbia bianca affollata di bagnanti, nel pieno della stagione estiva. Non è Formentera, non è Ibiza, non è Miami. Si tratta invece della città costiera di Tartus, in Siria.

A promuoverne le sue bellezze ci ha pensato il ministero del Turismo siriano, attraverso un video pubblicato ufficialmente lunedì 29 agosto su tutti i canali social, da Facebook a YouTube. 

La cittadina portuale di Tartus si affaccia sul Mediterraneo e conta circa 150mila abitanti. Considerata per la sua posizione strategica il secondo porto più importante della Siria, negli anni è diventata un’attrattiva per il turismo locale sia per le sue ampie spiagge, sia per la presenza di numerosi siti archeologici. Almeno fino allo scoppio del conflitto che si appresta a entrare nel sesto anno di vita. 

Tartus si trova a circa due ore e mezza di macchina da Damasco, a meno di due ore da Aleppo e a un’ora circa da Homs, ossia dalle principali città siriane devastate dalla guerra tra le forze governative, gruppi ribelli e miliziani del sedicente Stato Islamico. Un conflitto che finora ha causato la morte di circa 470mila persone e ha costretto almeno 4,8 milioni di cittadini siriani a fuggire via. 

La stessa Tartus, all’inizio di quest’anno è stata colpita da una serie di attentati suicidi rivendicati dall’Isis. La città di Jableh, a nord della città costiera è stata colpita da tre autobombe esplose in un attacco coordinato, che hanno ucciso 140 persone. 

Pertanto, lo sforzo del ministero del Turismo siriano nel tentativo di promuovere le bellezze naturali del proprio paese stride profondamente con la realtà. E lo slogan alla fine del video che recita così “Siria, sempre bella”, suona più come una provocazione e non come un invito rivolto ad attrarre improbabili turisti. 

(Qui il video diffuso dal ministero del Turismo siriano)

(Qui un video che mostra la città di Homs completamente rasa al suolo, che stride con le immagini qui sopra)

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