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Home » Esteri

Il sito della Casa Bianca ha rimosso la sua versione in spagnolo (e non solo)

Immagine di copertina

Barack Obama aveva promosso una versione in lingua spagnola del sito nel febbraio 2012, ma nel primo giorno di amministrazione Trump questa è stata rimossa

L’amministrazione Obama, nei suoi otto anni di mandato e ancora prima, quando il presidente era solo un senatore candidato alla Casa Bianca, ha fatto sempre un grande uso di internet per promuovere le proprie iniziative e coinvolgere i cittadini statunitensi.

Una delle decisioni prese in questo senso era stata, nel febbraio 2012, quella di creare una versione in lingua spagnola del sito della Casa Bianca (www.whitehouse.gov), così che oltre al canonico inglese anche i moltissimi cittadini statunitensi di origine ispanica potessero consultare con più facilità le misure prese dal governo.

Ieri 20 gennaio, però, nel primo giorno di amministrazione Trump, chi è entrato sul sito ha potuto notare diversi cambiamenti, e uno dei più visibili è stato proprio l’assenza improvvisa del link che permetteva di cambiare la lingua del sito.

Qui le due pagine a confronto, con l’amministrazione Obama in alto e quella Trump di seguito:

(L’articolo continua in basso)

L’assenza non sembra essere un caso, se si considera che il presidente entrante ha dichiarato per tutta la sua campagna elettorale di voler combattere l’immigrazione dal Messico e di voler costruire un muro di confine con lo stato ispanofono.

Non si tratta dell’unico cambiamento apportato dallo staff di Trump: oltre alla lingua spagnola, sono spariti anche tutti i riferimenti al cambiamento climatico, che prima aveva una pagina dedicata. Lo stesso è avvenuto per le sezioni del sito dedicate alle questioni della comunità LGBT, ai diritti civili, ai disabili e alla riforma sanitaria.

Come è possibile notare qui sotto, ci sono già diversi tweet di commento alle modifiche, e qualcuno già ironizza scrivendo “Cancellata la versione in spagnolo del sito della Casa Bianca. Suppongo che però a breve avremo la pagina whitehouse.ru”, facendo riferimento al suffisso usato per i siti russi.

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