In Venezuela proseguono le proteste per il ritiro dalla circolazione della banconota più diffusa

Nonostante la proroga dell’uso della banconota da 100 bolivar, domenica si sono verificati tafferugli al confine con la Colombia e sono proseguiti saccheggi nei magazzini

Di TPI
Pubblicato il 19 Dic. 2016 alle 10:54 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 16:30
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Immagine di copertina

Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha difeso la sua scelta di mettere fuori corso il taglio di banconota più utilizzato nel paese sostenendo che gli ha permesso di trionfare sui nemici del Venezuela.

Il ritiro dalla circolazione della banconota da 100 bolivar ha scatenato proteste e saccheggi in diversi stati a causa della mancanza di denaro liquido. 

Maduro tuttavia sostiene che la decisione ha colpito mortalmente il mercato nero. In ogni caso, ha posticipato il ritiro dalla circolazione ai primi giorni di gennaio. Nonostante ciò, molti negozianti si rifiutano di accettare le banconote da 100 bolivar nonostante rimangono legali fino al prossimo anno.

Anche domenica 18 dicembre sono state registrate proteste e rivolte. Nello stato di Tachira le persone hanno saccheggiato un magazzino alla ricerca di cibo. I cittadini affermano di essere spaventati di quello che potrebbe accadere nei prossimi mesi.

Al confine con la Colombia si sono verificati tafferugli tra la guardia nazionale e un gruppo di persone che volevano attraversarlo per comprare cibo e medicine. Maduro ha detto che il confine con la Colombia e il Brasile rimarrà chiuso finché la banconota dal 100 bolivar cesserà di avere corso legale per impedire scambi commerciali nel mercato nero. I venezuelani attualmente possono esclusivamente attraversare il confine a piedi per visite familiari.

Maduro in un intervento alla tv di stato ha annunciato che finora 300 saccheggiatori sono stati arrestati. Rivolto ai partiti dell’opposizione ha detto: “Non venitemi a dire che sono prigionieri politici”.

Ha accusato i leader della rivolta di prendere gli ordini dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama sostenendo che vorrebbero mettere in atto un colpo di stato contro il governo socialista del Venezuela.

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