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Home » Esteri

La sfida di Viktor Orban agli Usa: vola a Mar-a-Lago per incontrare Donald Trump

Immagine di copertina

Dopo essere stato ricevuto al Cremlino da Vladimir Putin e aver incontrato Xi Jinping a Pechino il premier ungherese, che ha snobbato Biden durante il vertice Nato, fa visita al candidato repubblicano in Florida

Il premier dell’Ungheria non smette di stupire l’Europa e di sfidare gli Stati Uniti e la Nato: dopo essere stato ricevuto al Cremlino da Vladimir Putin e aver incontrato Xi Jinping a Pechino, non solo Viktor Orbán ha snobbato il presidente Joe Biden durante il vertice dell’Alleanza, ma ha anche deciso di fare visita al suo predecessore e candidato repubblicano Donald Trump nella sua residenza di Mar-a-Lago, in Florida.

L’indiscrezione, pubblicata da Bloomberg e dal New York Times e confermata da diverse fonti all’agenzia di stampa Reuters e anche al quotidiano britannico The Guardian, non è stata commentata dall’ambasciata ungherese a Washington, dove nei giorni scorsi Orbán ha partecipato al vertice che ha sancito il 75esimo anniversario della fondazione della Nato.

Al momento non è chiara l’agenda dell’incontro ma, secondo una fonte citata da Reuters, la guerra in Ucraina sarà di certo uno degli argomenti al centro della conversazione tra Trump e Orbán, reduce da quella che ha definito una “missione di pace” che l’ha visto recarsi prima a Kiev, poi a Mosca e quindi a Pechino nei giorni immediatamente precedenti il summit dell’Alleanza atlantica.

La freddezza di Biden
Ieri a Washington Orbán ha scambiato solo una breve stretta di mano con il presidente degli Stati Uniti sul palco del vertice, mentre il giorno prima aveva incontrato il capo dello Stato turco Recep Tayyip Erdoğan, definito l’uomo che guida “l’unico Paese ad aver agito con successo come mediatore tra le parti in conflitto nella guerra russo-ucraina”.

Secondo fonti citate dal quotidiano britannico The Guardian, il premier dell’Ungheria ha evitato di proposito di incontrare Joe Biden al summit della Nato e non ha richiesto un incontro bilaterale con l’inquilino della Casa bianca, che forse non glielo avrebbe nemmeno concesso dopo i suoi viaggi a Mosca e Pechino, che hanno indispettito sia gli Usa che gli alleati dell’Unione europea.

D’altra parte Orbán non ha avuto alcun incontro ufficiale con Joe Biden negli ultimi quattro anni, ma ha già incontrato Trump all’inizio di marzo di quest’anno nel complesso di Mar-a-Lago.

Il feeling con Trump
Negli ultimi anni il premier dell’Ungheria ha sostenuto più volte l’ex presidente Usa, arrivando a esprimergli il suo sostegno e a definirlo un “uomo d’onore” anche dopo la sua ultima condanna penale. Ma il rapporto tra Orbán e Trump va oltre la stima personale.

Durante una conferenza stampa tenuta l’8 luglio a Budapest, il capo dello staff del premier ungherese, Gergely Gulyás, ha definito il magnate statunitense una “persona interessata alla pace”. Ieri il suo principale consulente politico, Balázs Orbán, è salito sul palco della National Conservatism Conference a Washington D.C. pronunciando un discorso su come “prevenire un’altra era di politica estera neoliberista”, mentre il suo ministro degli Esteri Peter Szijjarto ha dichiarato all’agenzia Reuters che “se il presidente Trump vince” ci sarà “una possibilità per la pace” e “buone relazioni tra Ungheria e Stati Uniti”.

“Penso che abbiamo bisogno una scossa molto forte dall’esterno almeno per farli negoziare (Ucraina e Russia, ndr)”, ha detto ieri il ministro ungherese. “Chi ha la possibilità di farlo nel prossimo futuro? Solo il presidente Trump, se verrà eletto”.

Il tour “per la pace”
In questo senso, Orbán si è già mosso in anticipo. Pochi giorni dopo aver assunto la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea, si è prima recato a Kiev per incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, poi – facendo infuriare gli altri Stati membri – è andato a Mosca per vedere Vladimir Putin, pur non avendo alcun mandato per negoziare con il Cremlino da parte degli altri Paesi dell’Ue. Non solo: in seguito si è anche recato a Pechino per una visita a Xi Jinping prima del vertice Nato, che ormai considera la Cina alla stregua della Russia mentre Bruxelles valuta nuovi dazi contro la Repubblica popolare.

Per giustificare il suo intervento, il premier ungherese ha scritto una lettera al presidente uscente del Consiglio europeo Charles Michel sostenendo che “le possibilità di pace sono diminuite dal fatto che i canali diplomatici sono bloccati e che non c’è un dialogo diretto tra le parti che hanno un ruolo di primo piano da svolgere nel creare le condizioni per la fine delle ostilità”.

“La leadership politica fornita dagli Stati Uniti è limitata, a causa della campagna elettorale in corso (…) quindi non possiamo aspettarci che gli Usa presentino alcuna proposta del genere nei prossimi mesi”, ha aggiunto Orbán, che ha poi promesso: “Continuerò i miei colloqui volti a chiarire le opportunità di pace”.

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