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Home » Esteri

Un futuro senza Assad?

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Inizia il primo giorno pieno di colloqui tra governo siriano e opposizione a Ginevra II.L'opposizione chiede un futuro senza Assad

Iniziano oggi i negoziati che per la prima volta vedranno le opposizioni della Siria sedute allo stesso tavolo. Dopo la giornata di apertura di Ginevra II nella cittadina svizzera di Montreux giovedì, il mediatore incaricato delle Nazioni Unite, Lakhdar Brahimi da oggi il via alle discussioni tra la delegazione dei rappresentanti del presidente Bashar Al Assad e la delegazione della Coalizione Nazionale.

Le sessioni si preannunciano molto difficili e tese dato che non ci sarebbe per ora nemmeno un minimo accordo tra le parti se non quello di sedersi faccia a faccia. Mentre il conflitto siriano continua a mietere vittime ed è causa di una delle peggiori crisi umanitarie della regione, la reciproca mancanza di fiducia tra le delegazioni rischia di impedire il buon esito dei negoziati.

La rimozione del governo presieduto da Bashar Al Assad è la condizione fondamentale posta dalla Coalizione Nazionale per proseguire nella discussione. L’opposizione siriana non intende partecipare ai negoziati se non avrà la certezza della fine del governo di Assad. Il leader dell’opposizione Ahmed Jarba aveva annunciato ieri la fine irrevocabile del regime e che la conseguente uscita di scena di Assad da un possibile futuro nel governo del Paese era davanti agli occhi della comunità internazionale.

Il segretario di stato americano John Kerry sosterrà questa richiesta dell’opposizione siriana, mentre dalla parte di Bashar Al Assad vengono dichiarazioni secondo le quali il presidente non avrebbe nessuna intenzione di ritirarsi. Un rappresentante della diplomazia russa ha detto alla Bbc che non ci sarebbe nessun altra persona in grado di riprendere in mano la Siria se non il suo stesso presidente.

Il mediatore Brahimi ha intanto fissato una possibile agenda di temi sui quali raggiungere un accordo in mancanza di un compromesso sulle questioni politiche fondamentali come la formazione di un governo di transizione. Nei prossimi giorni le delegazioni discuteranno di misure a breve termine per mettere fine al conflitto e della creazione di corridoi per gli aiuti alle emergenze umanitarie.

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