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“L’umanità è la causa dominante del cambiamento climatico”, la Casa Bianca approva un rapporto delle agenzie federali

Immagine di copertina
Il cadavere di un bovino morto negli incendi vicino Napa, California ai primi diottobre. credit: David McNew/Getty Images/AFP

Un rapporto compilato dalla National Oceanic and Atmospheric Administration contraddice le posizioni dell’amministrazione di Donald Trump sugli effetti delle attività umane riguardo all’aumento delle temperature globali

“La Terra sta sperimentando il periodo più caldo nella storia della civilizzazione e gli uomini sono la causa dominante dell’aumento della temperatura verificatasi dall’inizio del Ventesimo secolo”, lo dice un rapporto sul cambiamento climatico compilato dalla National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), l’agenzia degli Stati Uniti che si occupa principalmente di meteorologia, e revisionato da altre dodici agenzie governative.

Il rapporto, pubblicato dal quotidiano New York Times, è stato approvato dalla Casa Bianca e contraddice le posizioni dell’amministrazione di Donald Trump sugli effetti delle attività umane riguardo all’aumento delle temperature globali.

“Negli ultimi 115 anni le temperature medie globali sono aumentate di 1,8 gradi Fahrenheit (1 grado Celsius), causando eventi meteo record e temperature estreme. Il trend globale e a lungo termine del riscaldamento è inequivocabile”, si legge nel rapporto che aggiunge “non c’è una convincente spiegazione alternativa per attribuirne la colpa a qualcosa che non siano gli essere umani”.

Il rapporto arriva dopo alcuni mesi dall’annuncio da parte di Trump di voler uscire dall’accordo di Parigi sul clima e una politica di deregulation in campo energetico e ambientale, tra cui il rilancio del carbone.

L’intenzione dell’amministrazione Trump infatti era il rilancio dell’industria carbonifera degli Stati Uniti per aumentare la estrazione domestica di combustili fossili e aumentare l’occupazione proprio nelle aree dove il presidente ha conquistato più voti.

“La guerra contro il carbone è finita”, aveva detto Scott Pruitt, il capo dell’agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente (EPA), a margine di una riunione dell’EPA tenutasi lunedì 9 ottobre nella città di Hazard, in Kentucky.

Secondo il New York Times in questo periodo l’amministrazione è concentrata soprattutto sull’approvazione della riforma fiscale e per questo la pubblicazione e i contenuti del rapporto non sono stati contestati, per evitare un ulteriore tema di scontro.

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