Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Menu
  • Esteri
  • Home » Esteri

    “Mi scuso con tutti”: l’ultimo messaggio del sindaco di Seul ritrovato morto in un bosco

    Di Giulia Angeletti
    Pubblicato il 10 Lug. 2020 alle 18:00

    “Mi scuso con tutti e ringrazio tutti coloro che hanno fatto parte della mia vita”. Queste le parole scritte dal sindaco di Seul Park Won-soon su un biglietto lasciato in casa sua prima di sparire, le quali rafforzano la tesi che il primo cittadino della capitale sudcoreana si sia suicidato. A denunciare la scomparsa dell’uomo, trovato morto nel pomeriggio di ieri in un’area a nord della città, era stata sua figlia, che aveva anche parlato di un biglietto scritto dal padre sul quale lui aveva “lasciato parole simili a un testamento”.

    A seguito di quella scomparsa erano iniziate subito le ricerche, effettuate anche con l’aiuto di cani e droni: Park era uscito di casa intorno alle 14 del 9 luglio, spegnendo il cellulare, del quale la polizia aveva tracciato l’ultimo segnale. Dopo qualche ora, il drammatico epilogo: il cadavere di Park, che solo qualche giorno fa aveva ricevuto una denuncia per molestie sessuali da parte di una sua ex segretaria, come anticipato è stato ritrovato su una collina in un bosco a nord di Seul.

    Park Won-soon era in carica dal 2011 e questo era il suo terzo mandato da sindaco, ruolo che ha svolto cercando di valorizzare a livello internazionale la capitale sudcorena. Come membro del Partito democratico liberale del presidente Moon Jae-in, qualche giorno fa aveva presentato un grosso piano ambientale per la riduzione dell’inquinamento, puntando a trasformare Seul in una città ecologica entro il 2050.

    Leggi anche:

    1. Il Cdm approva il decreto Semplificazioni “salvo intese”: ecco cosa prevede / 2. Brasile, il presidente Jair Bolsonaro è positivo al Coronavirus / 3. Test sierologici a docenti e bidelli o la scuola a settembre non riapre: ecco il piano del Cts

    4. Gli specializzandi non medici in prima linea contro il Covid: “Noi considerati camici di serie B” / 5. Giovani, risorse da sfruttare ma non stabilizzare. E anche dopo il Covid il Governo li ignora / 6. La peste spaventa la Cina: scatta l’allarme di livello 3

    Leggi l'articolo originale su TPI.it
    Mostra tutto
    Exit mobile version