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Home » Esteri

Esclusivo: ecco come arrivano le nostre armi in Ucraina

Immagine di copertina
Credit: REUTERS/Alexander Ermochenko

Siamo entrati nel centro dove Stati Uniti e Gran Bretagna raccolgono gli aiuti militari dell’Occidente per l’Ucraina. Ecco che cosa abbiamo visto all’interno

Allinterno di una sala per conferenze riconfigurata, non più grande di un campo da basket di una scuola superiore, un centinaio e più di soldati provenienti da una trentina di Paesi diversi pianificano, organizzano e monitorano quasi ogni proiettile che dallOccidente è diretto in Ucraina.

Negli ultimi tempi ai soldati britannici, aiutati dai loro colleghi americani, sono bastate poche settimane per trasformare una sonnolenta sala conferenze presso il complesso di Patch Barracks a Stoccarda in uno dei più importanti centri nevralgici della Nato, che cerca di soddisfare le richieste di armi in arrivo da Kiev. Il loro compito è reperire dal cuore dellEuropa artiglieria, carri armati, aerei da caccia, munizioni e attrezzature non letali di vario tipo, come gli elmetti, per spedirli dove infuriano i combattimenti in Donbass, con laiuto di alcuni ufficiali militari ucraini di collegamento che da lì contattano per telefono i soldati al fronte.

Abbiamo ottenuto un accesso esclusivo e senza precedenti al cosiddetto International Donor Coordination Center, dove 110 militari contribuiscono a monitorare senza interruzione le consegne di armi. Il sottoscritto ha potuto assistere alle attività del gruppo, a patto di garantirne lanonimato e rispettando le regole di base fissate dal Pentagono.

Nel centro si respira la tipica atmosfera di una startup, per quanto collocata allinterno di una base militare degli Stati Uniti in un locale adibito in passato allorientamento dei nuovi arrivati allU.S. European Command. La sala è sovrastata da cerchi concentrici di laptop e risuona del brusio di conversazioni sommesse nelle diverse lingue dei militari che si consultano per far sì che le attrezzature per la difesa partano da dove sono state reperite e giungano a destinazione lì dove sono necessarie. Alcuni arredi e parti della stanza, come il tappeto blu, sono tenute insieme da strisce di nastro isolante.

«Due mesi fa questo gruppo non esisteva», ha spiegato ai presenti un militare americano di alto grado accanto allo schermo al plasma di una televisione su cui comparivano in dettaglio le spedizioni di armi in Ucraina da vari centri di tutta Europa. Il lavoro adesso è organizzato meglio. Per esempio, nel novembre del 2021, quando gli Stati Uniti hanno spedito in Ucraina motoscafi, «si è reso necessario fare una sequenza di cinquemila telefonate», ha raccontato lufficiale.

Adesso, dopo aver inviato aiuti militari americani per circa quattro miliardi di dollari, invece di migliaia di telefonate è sufficiente unapp. Nei primi giorni di guerra, funzionari statunitensi e soldati britannici lavoravano separatamente. Lesercito britannico, guidato dalla 104 Theater Sustainment Brigade, ha poi messo a punto un software con un nome ucraino in codice e dal funzionamento simile al portale Craiglist, dove gli ucraini possono postare le loro richieste di armi e i vari Paesi possono rispondere individualmente alle varie esigenze.  Allinizio di aprile, poi, il personale statunitense e britannico è confluito in ununica unità.

Dalla fine di aprile, quando il Pentagono ha iniziato a ospitare una conferenza mensile per organizzare i rifornimenti di armi allUcraina, il centro lavora a pieno regime. Ogni giorno, alle 11 del mattino, uomini in uniformi differenti convergono e si accalcano qui. I funzionari addetti alle operazioni monitorano i campi di battaglia in tempo reale e aggiornano tutti sul braccio di ferro delle ostilità in corso nel Donbass che gli americani hanno ribattezzato scontri a fuoco”. La settimana scorsa, la Russia ha acquisito il controllo di Mariupol – assediata per quasi tre mesi – e delle città di Popasna nel Donbass e dei villaggi a sud di Izyum, provocando la ritirata degli ucraini e suscitando il timore di uno sfondamento russo.

Adesso, non appena si individua un donatore per le armi di cui lUcraina ha bisogno, i militari del centro di coordinamento studiano come entrare nel Paese via terra, via aria o su rotaia tramite uno dei vari centri nevralgici europei, scegliendo il più efficiente. I rifornimenti possono essere consegnati da appaltatori o ricevuti dalle forze armate ucraine, fa sapere una fonte militare britannica. Il compito, tuttavia, è diventato più complesso, tenuto conto che le esigenze dellUcraina si sono evolute, e da semplici armi piccole e trasportabili a mano o a spalla – come i missili anticarro Javelin e i missili Stinger per la contraerea, che hanno contribuito a fermare lassalto russo a Kiev – si è arrivati a chiedere aerei, carri armati e artiglieria pesante, come i 108 obici M777 forniti dagli Stati Uniti.

Anche laddestramento deve essere ben organizzato. Le altre nazioni trasferiscono avanti e indietro gli ucraini per addestrarli in Europa orientale. Per esempio, i canadesi insegnano ai soldati ucraini a usare lartiglieria pesante messa a disposizione dagli Stati Uniti e a riutilizzare le armi. Una squadra allopera in Europa orientale e collegata al Centro di comando europeo ha contribuito a smantellare aerei Frogfoot” da attacco al suolo e supporto aereo ravvicinato di fabbricazione sovietica, risalenti agli anni Settanta e noti con il nome di Su-25, ed elicotteri militari sovietici Mi-17 così da mandarli in Ucraina.

Senza pause

Gli ucraini, secondo gli ufficiali militari americani e britannici, stanno dando prova di grande risolutezza nelle sessioni di addestramento. «Non vogliono fare pause caffè, ma imparare il più possibile e tornare subito nel loro Paese».

«Ci sono momenti in cui siamo un poal limite, ma ce la facciamo», ha aggiunto la fonte britannica. Una seconda fonte britannica ha aggiunto che il gruppo ha individuato una fornitura di fucili depositati in un magazzino che potevano essere consegnati allUcraina ma che non erano utilizzabili perché privi di mirino e munizioni. Il problema è stato risolto: mirino e munizioni sono stati trovati e le armi sono state spedite. Una terza fonte ha raccontato che le unità che si addestrano in Europa orientale sono riuscite a movimentare attrezzature militari durante la recente esercitazione Defender guidata dagli Stati Uniti che si è svolta in nove Paesi e a cui hanno preso parte più di 3.400 soldati americani e altri 5.100 di vari eserciti internazionali.

Adesso lUcraina deve escogitare in che modo mantenere in funzione e in piena efficienza questi nuovi sistemi difensivi. Gli addetti della cellula di pianificazione hanno messo a punto una lista di verifica per laddestramento e la manutenzione delle armi, compreso un controllo tempestivo per verificare i rifornimenti di munizioni. Dopo aver ottenuto armi più difficili da mantenere, come i veicoli blindati, gli ucraini sono consapevoli che più una richiesta è urgente più diventa complessa la manutenzione.

«Se si usano kit non specifici, si rompono», ha precisato la prima fonte delle forze armate britanniche. «Da parte della politica c’è lintenzione di agire in tempi stretti», e spesso questo spinge a mandare in Ucraina armi non del tutto affidabili. LUcraina, però, sta incalzando lOccidente a spingersi ancora oltre. In cima allelenco dei desideri di Kiev c’è un sistema di lancio multiplo, in grado di sparare simultaneamente fino a una dozzina di razzi a oltre 128 chilometri di distanza. Da quanto raccontano le fonti ucraine, però, sembra che finora gli Stati Uniti si siano rifiutati di procurarle nel timore di unulteriore escalation del conflitto.

Gli Stati Uniti e i Paesi della Nato stanno ancora cercando di capire se questa potrà diventare unoperazione ufficiale a tutti gli effetti, simile in un certo senso a quella condotta durante il Blocco di Berlino quando, alla fine degli anni Quaranta, furono trasportati milioni di tonnellate di cibo e approvvigionamenti di altra natura nellarea alleata della città tedesca allora isolata dallUnione Sovietica. Kathleen Hicks, vicesegretario della Difesa degli Stati Uniti presente alla conferenza informativa, ha spiegato che il suo Paese sta già approntando la prima spedizione di aiuti militari allUcraina con un pacchetto di aiuti da 40 miliardi di dollari proposto dal presidente Joe Biden e approvato dal Congresso la settimana scorsa.

Washington, però, non è pronta a cantare vittoria. «Scopo degli Stati Uniti in sostanza è offrire aiuto allUcraina, mentre lobiettivo ultimo sarà deciso perlopiù tra lo Stato ucraino e quello russo», ha detto Hicks ai giornalisti al termine della riunione. «Noi vogliamo sostenere un approccio che tuteli lUcraina come Stato e faccia capire che, al di là di questo, saranno le due parti in causa a dover trovare unintesa».Continua a leggere sul settimanale The Post Internazionale-TPI: clicca qui

2022, Foreign Policy. Traduzione di Anna Bissanti

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