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In Yemen è stata uccisa un’attivista che lottava per l’istruzione femminile

Amat al-Aleem al-Asbahi aveva quasi 30 anni e da tempo era impegnata in un'organizzazione no profit, che sosteneva i diritti delle donne

Di TPI
Pubblicato il 9 Gen. 2017 alle 15:00 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 20:38
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Immagine di copertina

Amat al-Aleem al-Asbahi aveva quasi 30 anni e da tempo era impegnata come attivista in un’ente di beneficenza locale, che si poneva come scopo sociale principale l’alfabetizzazione e l’educazione delle donne in Yemen.

Amat credeva che l’emancipazione femminile passasse proprio dall’istruzione. Il giorno di Natale, la giovane yemenita è stata uccisa, freddata con un colpo di pistola mentre camminava su una delle strade centrali della città di Taiz, nel sud del paese.

Due motociclisti l’hanno raggiunta sparandole a distanza ravvicinata per poi dileguarsi indisturbati tra la folla, come ha riportato il quotidiano Independent

Il brutale assassinio non è stato in alcun modo rivendicato, anche se molti esponenti e leader yemeniti hanno espresso pubblicamente la loro condanna verso questo omicidio. 

Indipendentemente dai messaggi di condanna o cordoglio, l’uccisione della giovane attivista riporta sotto i riflettori i pericoli ai quali le donne sono esposte nel paese. 

Nel settembre scorso, una fatwa (un responso giuridico emesso da un’autorità religiosa) aveva vietato alle attiviste donne di collaborare con i loro colleghi uomini. 

Il parere, diffuso dal religioso islamico Abdullah al-Odaini aveva reso la vita delle attiviste come Asbahi e delle sue colleghe molto più complicata. 

Il loro impegno a favore dell’emancipazione culturale delle giovani donne non è visto positivamente dai fondamentalisti che tentano di ostacolare il processo di alfabetizzazione delle bambine, non solo in Yemen. 

Secondo un recente rapporto dell’Unicef, degli otto milioni di bambini yemeniti in età scolare, solo sei milioni sono gli iscritti a scuola. Ben due milioni di bambini di età compresa tra i 6 e i 9 anni non sono mai andati a scuola. Inoltre, il tasso di abbandono prima di arrivare alla terza media è superiore al 40 per centro per le ragazze, e del 25 per cento per i ragazzi. 

L’istruzione non è una priorità del governo yemenita e il tasso di analfabetismo nel paese si attesta intorno al 48 per cento: sono soprattutto le bambine e le ragazze a essere costrette ad abbandonare i banchi di scuola. 

Da qui scaturisce l’importanza del lavoro dei volontari e attivisti a favore dell’alfabetizzazione delle donne, spesso ostacolato dalle loro famiglie o dai leader religiosi. 

Diverse fonti hanno accusato il gruppo Resistenza Popolare vicino al governo yemenita, con il quale Odaini è affiliato, che ha respinto ogni accusa. 

Per il momento nessuno è stato arrestato in relazione all’omicidio. Una delle colleghe che collaboravano con la giovane attivista uccisa, Shatha Nageeb, ha raccontato a un quotidiano di aver abbandonato il suo lavoro e di essere rimasta scioccata dall’uccisione di Amat. 

“Il suo assassinio è un chiaro messaggio che gli estremisti possono uccidere le donne impunemente, quindi dobbiamo ridurre il nostro lavoro e rinviare tutte le attività sociale, sino alla fine di queste atrocità di guerra”, ha dichiarato la donna.

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