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“Voglio assassinare 150 bambini”: 14enne ammazza il padre e un bambino in una scuola elementare

I fatti risalgono a due anni fa. Oltre ad aver ucciso due persone, Jesse Osborne è accusato di tentato omicidio: durate l'attacco alla scuola, ha colpito altre tre persone

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 15 Dic. 2018 alle 09:00 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:41
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Immagine di copertina

Un ragazzo di 14 anni ha imbracciato un fucile e ha prima ucciso il padre e poi un bambino di sei anni in una scuola elementare. I fatti risalgono al 2016, quando Jesse Osborne ha compiuto il gesto nella cittadina di Townville, in Carolina del Sud.

Oggi 16enne, Osborne due anni fa avrebbe preso parte a un gruppo segreto su Instagram, dove aveva confessato spavaldo di voler uccidere decine e decine di bambini.

“Probabilmente ne ucciderò 50 o 60. Se avrò fortuna forse 150”, scriveva sul gruppo Osborne. L’allora 14enne ha spiegato anche il motivo per cui aveva scelto di uccidere proprio nella scuola elementare in cui ha ammazzato il bambino di sei anni: “Ci sono un sacco di poliziotti”.

Osborne, prima di prendere l’arma e dirigersi verso la scuola elementare di Townville, ha ucciso suo padre Jeffrey. Gli ha sparato con tre colpi alla testa, mentre l’uomo era intento a leggere. La motivazione alla base del gesto è che il 14enne voleva prendere il furgone del padre per portare avanti il suo piano.

Prima di lasciare l’abitazione, il ragazzo ha confessato di aver baciato Floppy, il suo coniglio, e gli altri animali. Poi è salito sul veicolo e ha guidato fino alla scuola elementare. Osborne è andato a sbattere al muro della recinzione del parco giochi dell’istituto, prima di scendere dal furgone e iniziare a sparare contro un gruppo di bambini che giocavano.

Il piccolo Jacob Hall di sei anni è stato colpito da Osborne alla gamba, è stato trasportato d’urgenza in ospedale ma non ce l’ha fatta: è morto dopo tre giorni di agonia. Dopo aver visto il bambino a terra, Jesse si è pentito di quello che aveva fatto e ha iniziato a urlare di essere dispiaciuto per quanto successo.

La polizia, arrivata sul posto, ha fermato il 14enne e l’ha interrogato. “Per fortunata la pistola si è inceppata, e ringrazio Dio per questo. Per favore, ditemi che nessuno è morto. Qualcuno è morto?”. Oltre ai due omicidi, sulla testa di Osborne pende l’accusa di tentato omicidio di tre persone. Jesse, infatti, sparando all’impazzata a scuola, ha colpito un insegnante e altri due studenti.

Osborne è stato dichiarato “mentalmente stabile” e la pena che dovrà scontare non sarà inferiore ai trent’anni di carcere.

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