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Trump: “L’Iran è responsabile dell’attacco alle petroliere nel golfo di Oman”

Di Donato De Sena
Pubblicato il 14 Giu. 2019 alle 15:19 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 01:58
Immagine di copertina
US President Donald Trump attends a meeting about healthcare in the Roosevelt Room at the White House in Washington, DC, on March 13, 2017. / AFP PHOTO / NICHOLAS KAMM (Photo credit should read NICHOLAS KAMM/AFP/Getty Images)

Donald Trump | Iran | Attacco alle petroliere | Golfo di Oman | Stretto di Hormuz

TRUMP ATTACCO PETROLIERE OMAN IRAN – Sul misterioso attacco alle due petroliere avvenuto il 13 giugno nel golfo di Oman, nello stretto di Hormuz, non usa mezze misure il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. In un’intervista a Fox l’inquilino della Casa Bianca ha ribadito oggi la netta posizione degli americani: l’Iran è responsabile dell’attacco alle petroliere. A chi gli chiedeva come gli Stati Uniti reagiranno, poi ha risposto: “Vedremo cosa succederà”.

Trump: Iran responsabile dell’attacco alle petroliere nel Golfo di Oman

Il Golfo di Oman è da sempre un terreno di scontro tra Iran, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Stati Uniti. Il Pentagono in queste ore ha anche pubblicato un video in cui un’imbarcazione, che secondo gli Usa apparterrebbe ai Guardiani della Rivoluzione iraniani, si avvicina al fianco della petroliera Kokuka Courageous per rimuovere una mina magnetica inesplosa. L’Iran ha negato categoricamente le accuse degli Usa e anche l’armatore di una delle navi coinvolte ha raccontato che l’attacco non è stato condotto con l’uso di mine ma con “missili” o ancora più probabilmente con “proiettili”.

“Si vede l’imbarcazione, con una mina inesplosa e questo è firmato dall’Iran”, ha osservato Trump nell’intervista a Fox riferendosi al video diffuso dal Pentagono. Il presidente ha anche detto che lo stretto di Hormuz non sarà chiuso ma se lo sarà non durerà a lungo. E ancora, ha detto Trump: l’Iran non otterrà le armi nucleari.

Nella stessa intervista Trump ha fatto anche un apparente marcia indietro sulla sua disponibilità a ricevere da una potenza straniera informazioni compromettente sul suo futuro rivale dem nella corsa alla Casa Bianca: “Naturalmente lo direi all’Fbi o all’attorney general” se violassero la legge, ha detto il presidente. “Ma se non ascolto come posso saperlo?”, ha aggiunto.