Impeachment contro Trump, Pelosi: “Al via l’indagine formale”. Lui: “Un aiuto per le elezioni”

Il presidente è accusato di aver fatto pressioni per avviare un’indagine sul suo rivale politico Joe Biden e sul figlio Hunter

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 25 Set. 2019 alle 08:24 Aggiornato il 31 Ott. 2019 alle 23:03
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Immagine di copertina
Donald Trump Credit: AFP

Impeachment contro Trump: al via l’indagine formale

Al via l’indagine formale per l’impeachment contro il presidente americano Donald Trump. Nancy Pelosi, speaker democratica della Camera, rompe gli indugi e annuncia l’avvio di una inchiesta formale. Una bomba lanciata sulla campagna elettorale per le elezioni presidenziali del novembre 2020.

Impeachment contro Trump: “Nessuno è al di sopra della legge”

“Nessuno è al di sopra della legge. Il presidente deve essere ritenuto responsabile” per il “suo tradimento alla sicurezza nazionale e all’integrità delle nostre elezioni”, ha detto Pelosi. Ma il tycoon non ci sta e attacca: “Sono molestie contro il presidente, i dem rovinano il successo ottenuto all’Onu con la una caccia alle streghe”.

La speaker della Camera, Nancy Pelosi, ha annunciato l’avvio di un’indagine per un possibile impeachment di Donald Trump. “Le azioni del presidente hanno violato la Costituzione. Nessuno è al di sopra della legge”.

L’impeachment ha anche bisogno di numeri però: alla Camera, composta da 435 membri, i democratici hanno bisogno di 218 voti per avviare formalmente il procedimento. Al momento in 160 hanno dato il loro appoggio, oggi si è aggiunto un ex repubblicano passato tra gli indipendenti, portando il numero ufficiale a 161. Ma il dato è in continua crescita.

Secondo il New York Times ufficialmente a favore dell’impeachment sarebbero 179, 73 quelli o contrari o indecisi, mentre altri 183 non hanno risposto alla domanda.

Impeachment: di cosa è accusato Donald Trump

Trump è accusato di aver fatto pressione sul suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky perché avviasse un’indagine sulla rimozione del magistrato che stava indagando sul figlio del candidato democratico Joe Biden, Hunter, membro di un’azienda ucraina del gas coinvolta in un caso di corruzione.

L’obiettivo sarebbe stato danneggiare la corsa del candidato, dato al momento per favorito a vincere le primarie del Partito Democratico e a sfidare Trump alle presidenziali del novembre 2020.

Donald Trump ha ammesso di aver parlato con il neo-leader ucraino. Oggi il presidente Usa ha annunciato che la trascrizione di quella controversa telefonata sarà resa pubblica in forma completa ed originale. La chiamata in questione è avvenuta lo scorso 25 luglio.

Il commento di Trump

Il presidente Usa alle prime voci del possibile annuncio di Pelosi ha commentato: “Sarà un aiuto per la campagna elettorale. Un giorno di successi all’Onu è stato rovinato dalla spazzatua dei dem. È una caccia alle streghe”.

Durissima una nota del portavoce della Casa Bianca: “I democratici con i loro attacchi al Presidente e alla sua agenda non solo sono faziosi e patetici ma anche inadempienti del loro dovere costituzionale” perché minano “qualsiasi possibilità di progresso legislativo”.

“Gli americani – si legge nella nota – meritano dirigenti eletti che si concentrino su questioni chiave per migliorare le vite delle famiglie, rafforzare le nostre comunità, far crescere la nostra economia e mantenere il Paese sicuro”.

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