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Caso Usa Huawei, i Paesi Ue che non seguono Trump

Di Donato De Sena
Pubblicato il 17 Mag. 2019 alle 16:26 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:21
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TRUMP CONTRO HUAWEI – I Paesi Europei non seguono il presidente americano Donald Trump sul caso Huawei. Gli Stati Uniti hanno deciso di inserire il colosso cinese dell’elettronica in lista nera del commercio, la ‘Entity List’ americana. La decisione impedirà all’azienda cinese di effettuare acquisti di componenti da aziende americane, poiché le sue attività sono considerate un rischio per la sicurezza nazionale. A finire nella lista nera del commercio sono finiti il colosso cinese e 70 delle sue affiliate.

Trump contro Huawei | I Paesi Ue non seguono gli Usa | Francia | Germania | Olanda

La Commissione Ue ha incoraggiato tutti gli Stati membri “a prendere seriamente questi rischi di sicurezza” ricordando che i governi nazionali “hanno il diritto di decidere di escludere imprese dai loro mercati per ragioni di sicurezza nazionale”.

La cancelliera tedesca, Angela Merkel, e il premier olandese, Mark Rutte, hanno fatto sapere non intendono seguire il divieto Usa.

Il presidente francese, Emmanuel Macron, intanto ha avvertito che “non è appropriato lanciare una guerra tecnologica o una guerra commerciale contro qualsiasi Paese”, ma allo stesso tempo, ha aggiunto, “per il 5G prestiamo molta attenzione all’accesso alle tecnologie di rete di base per preservare la nostra sicurezza nazionale”.

Il caso Huawei offre certamente molte chiavi di lettura. Dietro la decisione del presidente americano Trump potrebbero nascondersi anche altre motivazioni, per nulla legate al tema della cyber-sicurezza. Da mesi infatti è in corso una guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina.

L’amministrazione di Donald Trump ad agosto ha infatti imposto nuove tasse doganali su 16 miliardi di dollari di prodotti cinesi importati, dopo i dazi del 25 % già decisi in precedenza.

L’azienda cinese non ha fatto mancare la sua risposta. Huawei si è detta sorpresa “dai comportamenti del governo Usa”. “Se il comportamento di un governo – hanno fatto sapere dal colosso – si estende oltre la sua giurisdizione, tale attività non dovrebbe essere incoraggiata”.

In un comunicato ufficiale dell’azienda si legge: “Prodotti e soluzioni Huawei sono ampiamente usati in oltre 170 Paesi in tutto il mondo, servono 46 dei primi 50 operatori mondiali, aziende di Fortune 500 e centinaia di milioni di consumatori. Ci scelgono perché si fidano pienamente di noi”.

Huawei aveva anche sottolineato di non aver alcun interesse a mettere le mani sulle informazioni sensibili dei suoi clienti, tantomeno di quelli americani.