Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 12:12
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Tonga: arrivano i primi aiuti dopo l’eruzione, ma le autorità temono che i soccorritori possano portare uno “tsunami di Covid”

Immagine di copertina
Credit: EPA/TONGA METEOROLOGICAL SERVICES

Tonga: arrivano i primi aiuti dopo l’eruzione, ma le autorità temono che i soccorritori possano portare uno “tsunami di Covid”

Le autorità di Tonga, finora risparmiata dalla pandemia, temono che l’arrivo dei soccorritori dopo l’eruzione degli scorsi giorni possa portare uno “tsunami di Covid” nel piccolo paese del Pacifico. Lo ha dichiarato all’emittente australiana ABC Curtis Tuihalangingie, dell’ambasciata tongana in Australia. Secondo il diplomatico, fermare l’arrivo del nuovo coronavirus continua a essere una priorità per il paese, che ha finora registrato un solo caso di Covid-19 dall’inizio della pandemia.

L’arcipelago è stato colpito da uno tsunami alto fino a 15 metri dopo l’enorme eruzione di un vulcano sottomarino a soli 65 chilometri dalla capitale Nuku’alofa. L’Australia e la Nuova Zelanda hanno annunciato l’invio di aiuti e soccorritori, nel rispetto delle regole del distanziamento sociale.

“Stiamo davvero attenti, per evitare che la nostra risposta porti più problemi”, ha detto Sophie Ford, coordinatrice della risposta internazionale alle emergenze per la Croce Rossa australiana, ribadendo che le organizzazioni umanitarie sono consapevoli delle restrizioni anti-Covid presenti nell’arcipelago, che impongono un periodo di isolamento che può arrivare a tre settimane. Secondo Ford, la partenza della nave HMAS Adelaide è prevista oggi da Brisbane, con un carico che include materiali per offrire un riparo agli sfollati e acqua potabile.

La Nuova Zelanda ha annunciato l’invio di due navi militari, il cui arrivo è previsto per venerdì. Secondo il ministro della Difesa Peeni Henare, il loro compito principale sarà quello di occuparsi della fornitura di acqua, minacciata dalla nuvola di cenere causata dall’eruzione.

Secondo il governo, l’eruzione di sabato scorso ha causato la morte di tre persone: una donna e un uomo di Tonga e una donna britannica. Inoltre sono state distrutte tutte le abitazioni sull’isola di Mango, in cui abitano 50 persone, e sull’isola di Fonoifua, dove ne sono rimaste in piedi solo due. Il disastro naturale ha danneggiato anche il cavo sottomarino utilizzato dal paese per comunicare con il resto del mondo, riducendo la capacità

Ti potrebbe interessare
Esteri / Usa: un giudice del New Mexico ordina a Meta di versare 567 milioni di dollari in un fondo per la salute mentale infantile
Esteri / Quando lo Stato interviene contro le nuove "solitudini": la strategia nazionale di Madrid
Esteri / La geopolitica del contrasto alla solitudine
Ti potrebbe interessare
Esteri / Usa: un giudice del New Mexico ordina a Meta di versare 567 milioni di dollari in un fondo per la salute mentale infantile
Esteri / Quando lo Stato interviene contro le nuove "solitudini": la strategia nazionale di Madrid
Esteri / La geopolitica del contrasto alla solitudine
Esteri / Il Patto di Gedda: Arabia Saudita, Pakistan e Turchia firmano un accordo di mutua difesa
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / Conclusi a Roma i colloqui tra Israele e Libano mediati dagli Usa. Ma Tel Aviv non ferma i raid
Esteri / Chi è Abdul El-Sayed, il medico pro-Palestina che ha vinto le primarie democratiche in Michigan
Esteri / Attentato fallito in Germania: scoperti droni diretti contro aerei carichi di armi destinate all’Ucraina
Esteri / Elezioni in trincea: Israele valuta seggi elettorali per i soldati a Gaza, in Libano e in Siria
Esteri / Patto Iran-Oman per riaprire Hormuz. Usa e Israele preparano nuovi raid. Escalation in Libano e Yemen