Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:59
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Il mercato insanguinato della pesca thailandese

Immagine di copertina

Nonostante la minaccia del boicottaggio da parte dell’Europa, il problema della schiavitù e degli abusi continua a interessare il paese

Schiavitù, corruzione e omicidi tormentano la miliardaria industria della pesca tailandese. Nonostante i recenti arresti legati alle violazioni dei diritti umani e la minaccia del boicottaggio da parte dell’Europa, la situazione non migliora. La Thailandia è il terzo paese esportatore di frutti di mare al mondo. 

Il governo thailandese ha messo in atto misure per la repressione del traffico e ha arrestato più di cento persone da quando l’Unione europea nell’aprile 2015 ha minacciato di boicottare le importazioni di frutti di mare e altri prodotti ittici se la Thailandia non avesse “ripulito” il mercato da abusi e lavoro illegale. 

Le autorità tailandesi hanno varato una legge per frenare il traffico e la pesca illegale che prevede che i minori di 18 anni non possano lavorare sui pescherecci e introduce un sistema di monitoraggio per le navi da pesca. 

Ma gli attivisti sostengono che ancora troppo poco è cambiato nel settore, che si stima generi profitti per un valore di 7 miliardi di dollari l’anno, nonostante le autorità tailandesi e le imprese private sostengano di essere sulla strada giusta. 

“Le nostre indagini sul settore ittico tailandese continuano a confermare il ricorso a violenza, corruzione e abusi,” ha affermato Steve Trent, direttore dell’Ong che ha lavorato con il governo tailandese sulla questione. 

“Gli schiavi lavorano ancora sui pescherecci, i cittadini dei paesi confinanti sono ancora vittime della tratta per fornire manodopera a basso costo e i pescherecci tailandesi continuano a pescare illegalmente e in modo insostenibile”, ha detto lui. Oltre il 90 per cento di coloro che lavorano nel settore della pesca provengono infatti da paesi vicini, molti di essi sono migranti rohingya, bengalesi e musulmani provenienti dal Myanmar, in fuga da persecuzioni e povertà.

Spetta al governo creare un quadro che protegga i lavoratori migranti sia a terra che in mare, sostengono i gruppi di attivisti.

Un’inchiesta del quotidiano britannico The Guardian, ha portato alla luce situazioni gravissime di schiavitù a bordo di navi che pescano il pesce che poi viene venduto negli Stati Uniti e in Europa. Il mese scorso, le aziende che lavorano i frutti di mare hanno firmato un protocollo d’intesa per eliminare dalle loro catene produttive le materie prime ottenute attraverso la pesca illegale.

Ti potrebbe interessare
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / Conclusi a Roma i colloqui tra Israele e Libano mediati dagli Usa. Ma Tel Aviv non ferma i raid
Esteri / Chi è Abdul El-Sayed, il medico pro-Palestina che ha vinto le primarie democratiche in Michigan
Ti potrebbe interessare
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / Conclusi a Roma i colloqui tra Israele e Libano mediati dagli Usa. Ma Tel Aviv non ferma i raid
Esteri / Chi è Abdul El-Sayed, il medico pro-Palestina che ha vinto le primarie democratiche in Michigan
Esteri / Attentato fallito in Germania: scoperti droni diretti contro aerei carichi di armi destinate all’Ucraina
Esteri / Elezioni in trincea: Israele valuta seggi elettorali per i soldati a Gaza, in Libano e in Siria
Esteri / Patto Iran-Oman per riaprire Hormuz. Usa e Israele preparano nuovi raid. Escalation in Libano e Yemen
Esteri / Dietro le quinte dei negoziati sull’Ucraina: spunta un incontro “riservato” tra ex funzionari europei e russi
Esteri / Gli Houthi rivendicano un attacco contro una petroliera saudita nel nord del Mar Rosso
Esteri / Israele rinvia il ritiro da Gaza
Esteri / Hormuz: l'intesa tra Usa, Iran e Oman a un passo. Ma pesano l'ombra delle mine e la sfiducia di Teheran