Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 08:01
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

A 9 anni le congelano il tessuto ovarico per una malattia, ora è mamma

Immagine di copertina

Una 24enne di Dubai è riuscita a partorire, dopo aver subito da bambina l'espianto dell'ovaio destro. È il primo caso di congelamento prepuberale ad avere successo

Moaza Al Matrooshi stringe il suo neonato fra le braccia, nella clinica privata londinese di Portland. Martedì 13 dicembre 2016 la 24enne di Dubai ha dato alla luce il suo primo bambino.

“Si tratta di un vero e proprio miracolo”, ha raccontato la donna alla Bbc. “Abbiamo aspettato così a lungo questo momento”.

All’età di nove anni, a Moaza rimossa l’ovaia destra, danneggiata da un trattamento di chemioterapia, necessario per curarle la beta talassemia, una malattia del sangue riscontratale fin dalla nascita. 

Dalle ovaie danneggiate, nonostante Moaza fosse ancora bambina, furono prelevati campioni di tessuto, in seguito congelati. Quattordici anni dopo, la ragazza è riuscita a rimanere incinta, dopo che i medici le hanno reimpiantato il tessuto ovarico congelato, restituendole la fertilità. 

“Questo è un enorme passo in avanti”, ha detto il suo medico Sara Matthews, consulente in ginecologia e fertilità. “Sappiamo già che il trapianto di tessuto ovarico funziona per le donne adulte, ma non abbiamo mai vagliato l’ipotesi che questo stesso tessuto prelevato su una paziente non ancora in età puberale potesse di fatto funzionare di nuovo”. 

Secondo i medici, il caso della giovane donna saudita potrebbe restituire speranza a molte altre ragazze e donne che rischiano di perdere la possibilità di avere un figlio, in seguito a trattamenti subiti per curare il cancro, malattie del sangue e disturbi del sistema immunitario. 

La storia di Moaza Al Matrooshi inizia in giovanissima età. Per curare la beta talassemia, la ragazza aveva bisogno di un trapianto di midollo osseo, donatole dal fratello. Dopo trattamenti chemioterapici, Moaza si sottopose a un innesto di midollo osseo presso la struttura medica di Great Ormond Street Hospital di Londra.

All’età di nove anni una delle ovaie fu rimossa e parti del tessuto furono prelevati, mescolati con agenti crio-protettivi, lentamente portati a -196 gradi di temperatura prima di essere conservati in azoto liquido. 

(Qui sotto Moaza Al Matrooshi con il suo bambino. Credit: Twitter. L’articolo prosegue dopo la foto).

Nel 2015, i chirurghi di una struttura medica specialistica danese trapiantarono sulla giovane donna ormai adulta cinque frammenti di tessuto ovarico: quattro furono inseriti nell’ovaia sinistra, ma il tentativo fallì, e uno al lato del suo utero. 

Moaza rischiava così di entrare in menopausa. Al fine di massimizzare le probabilità di avere un figlio, si è sottoposta a un trattamento di fecondazione in vitro. Dagli otto ovuli realizzati in laboratorio sono stati creati tre embrioni, due dei quali sono stati impiantati all’inizio del 2016.

Dopo il trapianto del tessuto ovarico, i suoi livelli ormonali sono gradualmente tornati alla normalità e ha ripreso la regolare ovulazione. La sua fertilità è stata così ripristinata.

“Entro tre mesi dal processo di reimpianto del tessuto ovarico, Moaza è passata dal rischiare una menopausa all’avere di nuovo fasi di ciclo regolari, con una normale funzione ovarica”, ha spiegato la dottoressa Matthews.  

La giovane donna ha voluto ringraziare sua madre. Era stata sua l’idea di salvare il tessuto ovarico della figlia. “Non ho mai smesso di sperare, ora ho questo bambino e per me è la situazione perfetta”, ha confessato Moaza. 

“Questo è incredibilmente incoraggiante”, ha dichiarato Helen Picton, professoressa dell’Università di Leeds che ha effettuato il congelamento. “Moaza è una delle prime pazienti che abbiamo aiutato nel 2001. In tutto il mondo, più di 60 bambini sono nati da donne che avevano ripristinato la loro fertilità, ma Moaza è il primo caso di congelamento prepuberale ad avere successo”.

**Non restare fuori dal mondo. Iscriviti qui alla newsletter di TPI e ricevi ogni sera i fatti essenziali della giornata.**

Ti potrebbe interessare
Esteri / Sparatoria alla cena di Trump, uomo continua a mangiare mentre scoppia il panico
Esteri / Un’ex modella porno tra i sabotatori di Nord Stream 2: “La più coraggiosa dei sommozzatori”
Esteri / Trump insulta la giornalista dopo il fallito attentato: "Non sono un pedofilo, vergognati”
Ti potrebbe interessare
Esteri / Sparatoria alla cena di Trump, uomo continua a mangiare mentre scoppia il panico
Esteri / Un’ex modella porno tra i sabotatori di Nord Stream 2: “La più coraggiosa dei sommozzatori”
Esteri / Trump insulta la giornalista dopo il fallito attentato: "Non sono un pedofilo, vergognati”
Esteri / Il medico di Gaza in carcere in Israele senza processo: domani Hussam Abu Safiya rischia altri sei mesi di prigione
Esteri / DeepSeek presenta in Cina il nuovo programma di intelligenza artificiale V4
Esteri / Netanyahu: "Avevo un tumore alla prostata. Ma grazie a Dio ho sconfitto anche lui"
Esteri / Il figlio muore a 23 anni, la mamma decide di ricorrere al suicidio assistito: “Senza di lui non esisto”
Esteri / "Il ministro degli Esteri dell'Iran atteso in Pakistan per riprendere i colloqui con gli Usa"
Esteri / Meta licenzierà un dipendente su 10 per finanziare gli investimenti nell’Intelligenza artificiale
Esteri / Aveva scommesso sulla caduta di Maduro subito prima del raid: arrestato un soldato delle forze speciali Usa