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Home » Esteri

Come la tecnologia ci sta rendendo sempre più stressati a lavoro

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Secondo il report "The Quality of Working Life", l’abitudine di essere costantemente connessi potrebbe essere un fattore importante nel renderci più stressati

Secondo il report The Quality of Working Life 2016, l’abitudine
contemporanea di essere costantemente connessi attraverso dispositivi che ci
tengono online in qualsiasi momento, potrebbe essere un fattore importante nel
renderci più stressati e meno produttivi sul posto di lavoro.

“Circa il 40 per cento delle persone, dopo essersi
svegliate, per prima cosa controllano la loro posta elettronica”, dichiara
il professor Cary Cooper, che ha guidato uno studio della Manchester Business School, aggiungendo: “Per un
altro 40 per cento, è l’ultima cosa che fanno prima di dormire”.

Alcune imprese, in questo senso, si stanno muovendo con
gesti volti a migliorare la vita dei propri dipendenti, come la Volkswagen, che
nel 2012 ha incominciato a impedire l’accesso agli account e-mail lavorativi
fuori dai propri turni; oppure Daimler, che ha permesso ai suoi dipendenti di cancellare
tutte le e-mail ricevute durante le vacanze.

Anche la nuova legge sul lavoro
francese, di cui molto si sta discutendo in queste settimane, incoraggia le
aziende ad adottare misure analoghe.

Per evitare le distrazioni, Robby Macdonell ha fondato la startup RescueTime, che
aiuta gli utenti a monitorare la loro produttività e a filtrare le distrazioni,
offrendo la possibilità di bloccare alcuni programmi per determinati periodi di
tempo.

Dajia Zhu ha invece realizzato l’applicazione StayFocused,
anch’essa dedicata a impedire a se stessi la navigazione su siti come Facebook
e altre cause di distrazione.

Negli Stati Uniti si sta invece diffondendo presso grandi
aziende o istituzioni governative la tendenza a promuovere la meditazione sul
posto di lavoro, con sessioni disponibili presso grandi nomi come Google,
Target e il corpo dei Marines.

Dave Coplin, a capo dell’Envisioning Office di Microsoft UK, ritiene che gli strumenti di intelligenza artificiale, come Siri o Cortana, ci aiuteranno in futuro ad affrontare il “diluvio di informazioni” a cui siamo sottoposti quotidianamente, scegliendo di “disturbarci” solo quando non siamo già troppo impegnati.

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