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Taiwan, il referendum boccia i matrimoni tra omosessuali

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Credit: SC Leung/EYEPRESS

La diretta del referendum sul riconoscimento dei matrimoni omosessuali che si tiene a Taiwan il 24 novembre dal nostro inviato Giorgio Levante

Gli elettori di Taiwan hanno deciso di continuare ad abbracciare l’idea di matrimonio come istituto giuridico limitato all’unione tra un uomo e una donna, in una mossa che, secondo gli attivisti LGBT, rappresenta un duro colpo per la reputazione dell’isola come pioniere asiatico dei diritti civili.

Nel maggio 2017, la Corte Suprema di Taiwan aveva giudicato incostituzionale l’esclusione dal matrimonio delle coppie dello stesso sesso, concedendo al governo due anni per legalizzarlo. Ma l’esecutivo taiwanese ha compiuto pochi progressi di fronte all’opposizione dei gruppi conservatori.

La legalizzazione delle unioni omosessuali dovrebbe quindi avvenire attraverso l’approvazione di una nuova legge.

Dimissioni della presidente del PPD

Tsai Ing-wen ha rassegnato le dimissioni da presidente del Partito Progressista Democratico dopo che il PPD ha perso alcune città chiave nelle amministrative di oggi.

Il partito filo-indipendentista è stato battuto in 7 delle 13 città e contee che aveva conquistato nella precedente tornata del 2014, incassando una sconfitta inaspettata nella seconda maggiore città del Paese, Taichung, e nella sua roccaforte di lunga data Kaohsiung, città portuale in cui era al governo dal 1998.

Attualmente controlla solo sei città e contee. “I risultati dimostrano che gli elettori sono fortemente insoddisfatti della performance di Tsai e hanno usato le loro schede elettorali per darle una lezione”, ha dichiarato Wang Kung-yi, professore di Scienze Politiche presso la Chinese Culture University di Taipei.

Taiwan elezioni e referendum 2018

Sabato 24 novembre i taiwanesi sono stati chiamati alle urne per esercitare il proprio diritto di voto nelle elezioni di midterm e in 10 referendum. I seggi elettorali hanno aperto alle 8 di questa mattina, ora locale.

Nelle amministrative, meglio note come elezioni “nove in uno”, gli abitanti dell’isola hanno votato per eleggere nove categorie di funzionari, tra cui i sindaci e i consiglieri comunali di sei municipalità speciali, ovvero Taipei, New Taipei, Taoyuan, Taichung, Tainan e Kaohsiung, e i sindaci e i magistrati di altre 16 città e contee.

Si è trattato di un appuntamento importante in quanto si configura come il primo test elettorale a livello locale, ma di portata nazionale, per Tsai Ing-wen e il suo Partito Progressista Democratico, da quando la presidente filo-indipendentista è salita al potere nel maggio 2016.

Oltre a designare i loro candidati ideali a capo dei governi locali, i taiwanesi sono stati chiamati nel corso della giornata a esprimersi in 10 referendum.

Le 10 proposte referendarie ruotano attorno a un vasto ventaglio di temi, come la legalizzazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, la riduzione della produzione delle centrali termoelettriche per arginare l’inquinamento atmosferico, il divieto alle importazioni di alimenti da aree radioattive contaminate del Giappone e l’uso del nome “Taiwan” negli eventi sportivi internazionali.

È importante notare, a tal proposito, come rispetto al passato alcune modifiche sostanziali apportate alla legge che regola i referendum potrebbero avere un’influenza non di poco conto sull’esito dei risultati referendari.

Ai sensi del Referendum Act (公民投票法), sottoposto a revisione nel gennaio 2018, affinché un articolo referendario passi o diventi legalmente vincolante, deve votare “Sì” il 25% degli aventi diritto (tale percentuale era precedentemente fissata al 50%). L’età minima legale, inoltre, è stata abbassata a 18 anni, dai 20 iniziali.

Le urne sono state chiuse alle 16, ora locale.

I risultati ufficiali delle elezioni dei sindaci nelle sei municipalità speciali di Taiwan sono attesi per le 11 di stasera, sette ore dopo la chiusura dei seggi elettorali, mentre i risultati ufficiali dei 10 referendum non dovrebbero essere annunciati prima delle 2 di questa notte.

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