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Home » Esteri

Sud Corea, un pastore è stato condannato per aver stuprato otto donne

Immagine di copertina
Il pastore Lee Jae-rock

Le donne stuprate hanno dichiarato che il pastore aveva un "potere divino" e che si sono sentite obbligate a soddisfare i suoi desideri perché lo consideravano un vero e proprio dio

Un pastore della Corea del Sud è stato condannato a 15 anni di carcere per aver stuprato otto donne appartenenti alla sua congregazione.

Lee Jae-rock, un uomo di 75 anni, è a capo della Mamin Central Church, una setta con sede a Seul che conta più di 130mila seguaci.

L’uomo ha negato la accuse a suo carico, ma le donne stuprate hanno dichiarato che il pastore aveva un “potere divino” e che si sono sentite obbligate a soddisfare i suoi desideri perché lo consideravano un vero e proprio dio.

La religione in Corea del Sud – I cristiani che vivono in Corea del Sud appartengono generalmente a chiese tradizionali, ma nel paese esistono anche alcune organizzazioni religiose considerate vere e proprie sette.

I suoi leader sono accusati di praticare il lavaggio del cervello, di approfittare dei loro seguaci e di limitare le loro libertà personali.

Anche la chiesa gestita da Lee Jae-rock è considerata in realtà una setta. Nata nel 1982, è cresciuta nel tempo passando dai 12 seguaci iniziali ai 130mila attuali.

Grazie al numero sempre crescente di fedeli. Lee Jae-rock ha acquistato un auditorium e una nuova sede per la sua chiesa, oltre ad aver aperto un sito web.

Le accuse contro il pastore – A inizio del 2018 tre donne hanno denunciato di essere state costrette ad avere rapporti sessuali con il pastore nel suo appartamento.

“Non ero in grado di dire di no”, ha raccontato una di loro.

“Era più di un leader, era dio”, ha aggiunto una seconda donna, che ha raccontato di aver fatto parte della chiesa gestita da Lee Jae-rock fin da quando era bambina.

Da inizio del 2018 otto donne hanno sporto denuncia per violenza sessuale contro il pastore.

Secondo quanto dichiarato dalla corte, Lee Jae-rock ha molestato e stuprato le vittime “decine di volte” per diversi mesi.

“Attraverso i suoi sermoni l’accusato ha indirettamente o direttamente suggerito di essere lo spirito santo, divinizzando se stesso”, ha riferito il giudice Chung Moon-sung al tribunale del distretto di Seoul.

Le vittime credevano di trovarsi di fronte ad “un essere divino”.

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