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Home » Esteri

Una studentessa costretta a urinare in un secchio ha ottenuto un risarcimento milionario

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La ragazza, 14enne all'epoca dei fatti, aveva chiesto di andare in bagno, ma l'insegnante non le aveva dato il permesso e l'aveva invitata a usare un secchio

Un distretto scolastico californiano è stato condannato mercoledì 26 gennaio 2017 a pagare 1,25 milioni di dollari di risarcimento a una studentessa alla quale era stato negato di poter andare in bagno ed era stata costretta a urinare in un secchio, come riporta il The San Diego Union-Tribune.

La vicenda risale al 22 febbraio del 2012 e si è svolta nella Patrick Henry High School, nell’area di San Diego, che all’epoca adottava la politica di non consentire pause per andare al bagno agli studenti.

Una delle insegnanti, Gonja Wolf, aveva deciso di applicare con rigore la norma e aveva negato a una delle sue studentesse, allora 14enne, di andare in bagno. L’aveva invitata piuttosto a usare uno sgabuzzino, urinare dentro un secchio e svuotarlo poi in un lavandino. Era stata l’insegnante di arte stessa ad acquistare il secchio convinta, apparentemente, che fosse la soluzione migliore in caso di bisogni impellenti.

La ragazza era rimasta profondamente scossa dall’episodio e dalle sue immediate conseguenze. Era diventata oggetto di messaggi osceni e vittima di bullismo, tanto da dover cambiare scuola due volte; si ritrovò a soffrire di depressione e arrivò persino a tentare il suicidio.

L’insegnante coinvolta fu immediatamente messa in congedo retribuito, ma il distretto scolastico negò alla studentessa il risarcimento di 25mila dollari richiesto inizialmente.

A quasi cinque anni di distanza, la corte incaricata di dirimere il caso ha assegnato alla ragazza la cifra di 1,25 milioni di dollari, oltre a 41mila dollari per rimborsarla delle spese mediche che la famiglia ha dovuto affrontare per la terapia della ragazza. 

La protagonista di questa vicenda ha infatti raccontato alla giuria che l’episodio ha avuto un impatto devastante sulla sua vita, tanto che ancora oggi, ormai 19enne, ne paga le conseguenze a livello psicologico ed emotivo.

Il distretto scolastico di San Diego ha fatto sapere che valuterà se ricorrere in appello o meno.

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