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Il nazista di Damasco che ha addestrato i servizi segreti siriani

Alois Brunner, un funzionario austriaco delle SS responsabile della deportazione di oltre 125mila ebrei, è fuggito a Damasco dove ha collaborato con la famiglia Assad

Di TPI
Pubblicato il 23 Feb. 2017 alle 18:45 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 17:53
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Immagine di copertina

Alois Brunner è stato descritto da Adolf Eichmann, l’architetto della “soluzione finale”, come uno dei suoi uomini migliori. Era un ufficiale austriaco delle SS ed è ritenuto l’inventore dei Gaswagen, i camion del gas utilizzati per lo sterminio degli ebrei durante la seconda guerra mondiale. È stato condannato complessivamente per la deportazione di oltre 125mila ebrei nei campi di concentramento nazisti.

Fino a qualche tempo fa, si credeva che Brunner fosse morto nel 2010 a Damasco, dove era fuggito nel 1954 e aveva vissuto sotto la protezione del governo siriano. A sostenerlo erano alcuni dei più famozi Nazi-hunters, i “cacciatori di nazisti”. Ma a gennaio 2017 un articolo della rivista francese XXI, realizzato dai giornalisti Hedi Aouidj e Mathieu Palain, ha rivelato che Brunner in realtà è morto in una prigione siriana diversi anni prima, nel 2001.

La scoperta è avvenuta grazie alle testimonianze di tre guardie del corpo che si sono occupate della protezione di Brunner durante la sua lunga permanenza in Siria. Queste fonti hanno confermato ai giornalisti francesi che l’ex ufficiale aveva lavorato alle dipendenze del governo siriano. In particolare, Brunner si sarebbe occupato di addestrare i massimi livelli dell’intelligence siriana. Ecco la sua storia:

Chi era Alois Brunner

Nato in Austria nel 1912, Alois Brunner si iscrisse a 19 anni al partito nazionalsocialista. Divenne presto assistente e braccio destro di Adolf Eichmann, il funzionario tedesco considerato tra i maggiori responsabili operativi dello sterminio degli ebrei in Germania.

Eichmann inviava Brunner ovunque ritenesse che le operazioni di raccolta e deportazione delle vittime stessero procedendo troppo lentamente.

A un certo punto, il funzionario austriaco fu incaricato di gestire il campo di Drancy, nel nordest della Parigi occupata dai nazisti, da dove gli ebrei venivano inviati nei campi di concentramento della Germania e della Polonia. Da giugno del 1943 fino alla liberazione francese, inviò migliaia di persone a quella che sapeva essere una morte certa. Tra le sue vittime si ritiene ci siano stati 345 bambini.

Nel 1954, in Francia, fu condannato a morte in contumacia per crimini contro l’umanità. Nel 2001 Brunner fu processato di nuovo in contumacia e condannato all’ergastolo. Eichmann fu catturato in Argentina nel 1960 e impiccato dopo un processo in Israele nel 1962.

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La fuga in Siria

Dopo la fine della guerra, Brunner fuggì grazie ai suoi contatti prima in nordafrica, facendo tappa a Roma con un passaporto falso della Croce Rossa. Poi in Siria, dove beneficiò della protezione del governo guidato da Hafez al-Assad, padre dell’attuale presidente siriano, Bashar.

Visse per anni in Siria con il falso nome di Georg Fischer, anche se il paese ha ripetutamente negato di avergli offerto ospitalità.

Da quanto è stato reso noto, Brunner è sopravvissuto ad almeno due tentativi di omicidio attribuiti all’intelligence israeliana nel 1961 e nel 1980. In quegli attacchi l’ex ufficiale delle SS ha perso alcune dita e un occhio.

Secondo i giornalisti francesi che hanno indagato sul suo conto, Brunner era a tutti gli effetti un dipendente del governo siriano. Divenne prima un consulente degli Assad sulle tecniche di tortura. “Ha allenato il circolo più stretto di Assad, è stato pagato dal regime di Damasco che gli ha fornito vitto e alloggio”, ha detto il reporter di XXI Hedi Aouidj in un’intervista alla radio francese.

Anni dopo, Brunner è stato rinchiuso “per ragioni di sicurezza” e autorizzato con sempre minor frequenza a uscire dalla sua residenza. Nei suoi ultimi dieci anni di vita ha vissuto in condizioni squallide in un seminterrato a Damasco, dove veniva nutrito con scarse razioni di cibo.

(Alois Brunner dopo l’attacco che gli costò alcune dita della mano destra. Il pezzo continua sotto la foto)

La morte

Per molti anni non è arrivata alcuna notizia di Brunner, tanto che molti hanno iniziato a dubitare che fosse ancora vivo.

L’iniziale convinzione che Brunner fosse morto nel 2010 derivava dalle affermazioni di Efraim Zuroff, capo del Centro israeliano Simon Wiesenthal per la caccia ai nazisti, riferite all’agenzia Reuters nel 2014. Ma il centro non era stato in grado di verificare il suo avvenuto decesso. Alcune fonti ritenevano di averlo visto vivo nel 2003.

Secondo quanto rivelato dai giornalisti, Brunner è morto invece nel 2001, a 89 anni, pochi mesi dopo la scomparsa del leader siriano Hafez al-Assad. 

Dopo che l’attuale leader siriano Bashar al-Assad prese il potere succedendo al padre, a luglio del 2000, la situazione per Brunner diventò ancora più complicata. “È stato scaricato da Bashar”, ha raccontato Aouidj.

Fu confinato in una cella e morì tra atroci sofferenze. Ai giornalisti è stato riferito che “soffriva e piangeva molto negli ultimi anni, e tutti potevano sentirlo”. Rimase un fervente antisemita fino alla fine dei suoi giorni.

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