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Stop ai super-stipendi per i manager svizzeri

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Un referendum nazionale ha imposto limiti severi ai compensi e ai bonus per i manager di aziende e banche

Stop ai super-stipendi per i manager svizzeri

I cittadini svizzeri hanno votato domenica per imporre alcune delle restrizioni più severe al mondo in materia di compensi dei dirigenti aziendali.

Quasi il 68 per cento degli elettori svizzeri in tutti e 26 cantoni hanno approvato l’introduzione di un tetto agli stipendi e ai bonus dei top manager di aziende e banche.

La proposta arriva da Thomas Minder, un imprenditore e membro del Parlamento svizzero che ha trasformato una lotta personale contro Swissair in un referendum nazionale.

La votazione offre agli azionisti di società quotate in Svizzera la possibilità di intervenire sui pacchetti retributivi complessivi per dirigenti e amministratori.

Inoltre, alle aziende non sarebbe più consentito di dare bonus ai dirigenti. Le violazioni possono comportare multe pari a un massimo di sei anni di stipendio e una pena detentiva fino a tre anni.

Minder ha iniziato la sua campagna dopo che la sua azienda a conduzione familiare si è trovata vicino al fallimento. Era stato un fornitore di dentifricio e altri prodotti per la cura del corpo per la Swissair.

Ma mentre Swissair si avviava al fallimento e non poteva pagare i creditori, tra cui Minder, era comunque riuscita a versare un 12 milioni di franchi svizzeri (circa 8 milioni di euro) al suo direttore generale, Mario Corti, che poi ha lasciato poco dopo il collasso della compagnia aerea.

Il voto non vincolante degli azionisti sulla remunerazione dei dirigenti è stato introdotto anche in Paesi come gli Stati Uniti e la Germania in risposta a movimenti come Occupy Wall Street che hanno attaccato gli eccessi e gli abusi aziendali che hanno alimentato la crisi finanziaria mondiale.

Proprio lo scorso giovedì, il Parlamento europeo aveva deciso di limitare i bonus dei banchieri affinché non superino due volte i loro stipendi.

Nel caso della Svizzera, però, il signor Minder ha chiesto un giro di vite molto più ampio, dopo le evidenti carenze gestionali nel colosso finanziario Ubs e di altre grandi istituzioni svizzere.

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