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Il killer di Las Vegas voleva fuggire dopo la strage e salvarsi

Stephen Paddock monitorava le vie d'accesso alla sua stanza durante il massacro. L'uomo inoltre aveva forse intenzione di compiere un altro massacro

Di Andrea Lanzetta
Pubblicato il 3 Ott. 2017 alle 13:13 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 00:35
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Immagine di copertina
Credit: Afp

L’autore dell’attacco di Las Vegas, dove sono morte almeno 59 persone e ne sono state ferite 527, è Stephen Paddock, un pensionato di 64 anni, nato il 9 aprile 1953.

Durante la conferenza stampa tenutasi a Las Vegas mercoledì 4 ottobre, lo sceriffo locale Joseph Lombardo ha svelato nuovi particolari su quanto emerso dalle indagini intorno alla figura di Stephen Paddock.

Secondo la polizia, l’autore della strage era intenzionato a sopravvivere e a fuggire via una volta compiuto il massacro.

Paddock aveva piazzato diverse telecamere nelle due stanze d’albergo che occupava al Mandalay Bay Resort per poter sorvegliare l’arrivo della polizia.

Mentre sparava sulla folla e tentava di uccidere il maggior numero di persone possibile, l’uomo teneva sotto controllo le vie di accesso al piano dell’albergo dove era situata la sua stanza, in modo da sapere se stavano arrivando le forze di polizia.

Quando una guardia si è avvicinata alla sua stanza, Paddock ha sparato ben 200 colpi.

L’uomo inoltre, sempre secondo quanto annunciato dallo sceriffo Lombardo, era forse intenzionato a compiere un’altra strage. Paddock aveva infatti prenotato, tramite Airbnb, una stanza in un altro albergo, in corrispondenza di un raduno musicale.

Si tratta del Life is Beautiful music festival, un concerto di musica alternativa tenutosi il 22-24 settembre, prima del massacro al festival di musica country.

Si attendono sviluppi nelle indagini, ma la polizia non esclude che l’uomo avesse complici. Nella sua auto sono stati trovati 1.600 caricatori e 22 chilogrammi di esplosivo.

Nel frattempo, è tornata negli Stati Uniti la 62enne Marilou Danley, compagna di Paddock, che al momento della strade si trovava nelle Filippine. La donna è stata interrogata dall’Fbi e sostiene che Paddock fosse un uomo tranquillo.

La 62enne potrebbe rivelarsi fondamentale per svelare il movente per cui l’uomo ha organizzato la carneficina.

Cosa si sa fino a oggi su Stephen Paddock

L’uomo aveva 23 armi da fuoco nella propria stanza d’albergo da cui ha sparato sulla folla e almeno altre 19 nella propria abitazione perquisita dalla polizia.

Stephen Paddock, definito un “lupo solitario” dalle forze dell’ordine, era originario di Mesquite, in Nevada, a 130 chilometri a nord est di Las Vegas. Il fratello dell’assalitore, Erick Paddock, ha riferito al quotidiano della Florida Orlando Sentinel di non avere idea di cosa sia successo a suo fratello.

“Siamo completamente sconvolti dal massacro”, ha detto Paddock parlando a nome di tutta la famiglia. “Non sappiamo cosa sia successo”. Erick Paddock vive a Orlando, in Florida, dove secondo i media locali, ha vissuto anche il fratello Stephen Paddock, almeno fino al 2015, quando si è trasferito, dopo aver venduto la propria casa attraverso un’agenzia immobiliare.

Paddock inoltre non aveva precedenti penali. “Era un ricco investitore che aveva fatto fortuna nel settore immobiliare”, ha detto di lui il fratello Erick.

Secondo la famiglia, l’assalitore di Las Vegas non aveva mai mostrato segni di violenza. Paddock era un pensionato benestante che aveva acquistato una casa in una residenza per persone anziane a Mesquite, in Nevada.

Paddock aveva un brevetto da pilota e aveva anche richiesto una licenza di caccia in Alaska. L’uomo non era affiliato ad alcun gruppo religioso o politico secondo la polizia. Sempre secondo la famiglia, Paddock era un ex contabile a cui piaceva il gioco d’azzardo e “andare in crociera”.

“Gli piaceva giocare a videopoker”, ha detto il fratello Eric Paddock. L’assalitore di Las Vegas, secondo la famiglia, era un uomo tranquillo trasferitosi dalla Florida in Nevada, attirato proprio dalla presenza dei casino di Las Vegas.

Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico The Independent, il killer viveva delle proprie vincite al gioco d’azzardo. Don e Sharon Judy, la coppia che viveva vicino a Paddock quando l’uomo abitava ancora in Florida, hanno infatti riferito come una volta l’uomo avesse riferito loro di aver vinto 20mila dollari giocando d’azzardo sul proprio smartphone.

“Questo è quello che facciamo per vivere Marilou e io, giochiamo e scommettiamo”, ha detto Sharon Judy, riferendo le parole di Paddock riguardo il proprio modo di vivere insieme alla compagna Marilou Danley.

Paddock si era trasferito insieme alla compagna nella comunità di Sun City a Mesquite, in Nevada, da dove in poco tempo poteva raggiungere le case da gioco di Las Vegas. Secondo la polizia della cittadina di poco più di 17mila abitanti, la coppia non partecipava alle attività della comunità, ma non aveva mai creato problemi a nessun altro cittadino.

“Se ne stavano per contro proprio”, hanno riferito alcuni vicini. In particolare, Paddock non era mai stato sospettato né arrestato per crimini violenti.

Il padre dell’assalitore di Las Vegas invece, Benjamin Hoskins Paddock, era un criminale inserito nella lista dei maggiori ricercati dall’Fbi, descritto come uno “psicopatico, in possesso di armi da fuoco usate durante alcune rapine” e con tendenze suicide. Benjamin Paddock era infatti un noto rapinatore di banche.

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