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Home » Esteri

La startup iFarming potrebbe diventare un unicorno

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La startup tunisina iFarming ha lanciato il servizio Phyt’Eau, attraverso il quale gli agricoltori possono gestire l’irrigazione dei propri campi in tempo reale. Questa società, nata su iniziativa di Samir Chebil e Rabb Fersi, entrambi tunisini, potrebbe diventare un unicorno, ovvero una startup valutata un miliardo di dollari.

La società è nata dopo che Rabb Fersi nel 2012 si è laureato presso l’Istituto nazionale agricolo di Tunisi con una tesi sulla galla dal colletto, una malattia batterica che colpisce i vegetali. Da questo gli è venuta l’idea di poter sviluppare un dispositivo che permettesse di monitorare la crescita delle piante in modo da stroncare sul nascere ogni possibile problema. È stato così che il 31 marzo 2017 Fersi, insieme a Samir Chebil, hanno creato ufficialmente la startup iFarming.

Attraverso la nuova società hanno così potuto sviluppare Phyt’Eau, programma che permette di monitorare in tempo reale l’irrigazione dei campi anche a distanza, analizzando anche il tipo di coltura e fattori esterni, come la temperatura e il clima.

Per svolgere questo lavoro, è necessario porre su un campo una struttura di circa un metro quadrato con una serie di sensori infilati nel terreno. Questa struttura raccoglie così numerose informazioni, tra cui l’umidità del suolo e dell’aria, la temperatura e il vento. Ogni 30 minuti, in base ai dati raccolti, dirama un bollettino sulla situazione del campo e, in base al momento dello sviluppo della coltivazione, da consigli su come irrigarlo.

In questo modo, secondo Fersi e Chebil, si può risparmiare fino al 40 per cento d’acqua e si può aumentare la produzione tra il 20 e il 30 per cento.

Nel 2016, prima che la società venisse creata, i primi prototipi per il monitoraggio dei campi sono stati installati in alcune fattorie in maniera sperimentale. Houcine Salhi, direttore di una qui queste fattorie situata a Dar el-Khir, nella regione tunisina di Mornag, ha detto che ha risparmiato in tutto il 20 per cento d’acqua, aumentato la produzione del 20 per cento e risparmiato 6mila dinari (pari a circa 2mila euro) sulla bolletta dell’energia elettrica.

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