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Spiare i dissidenti

La Nsa avrebbe spiato Martin Luther King e Mohammed Alì durante il picco delle proteste contro la guerra in Vietnam

Di Laura Lisanti
Pubblicato il 26 Set. 2013 alle 10:46 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 09:06
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Immagine di copertina

L’Agenzia di Sicurezza Nazionale americana (NSA) avrebbe spiato Martin Luther King, il celebre leader della battaglia per i diritti civili, il boxer Muhammad Ali e due giornalisti del New York Times e del Washington Post durante gli anni più caldi delle proteste contro la guerra in Vietnam. Lo rivelano alcuni documenti presentati in una ricerca della George Washington University.

Lo stretto controllo dell’NSA era diretto ad alcune personalità di spicco considerate oppositori dell’intervento militare statunitense in Vietnam. Il progetto aveva il nome di “Minareto”. Tra i nomi dei sorvegliati, resi noti solo adesso, c’erano anche quelli dei due senatori Frank Church, democratico, e Howard Baker, repubblicano.

La lista delle persone da controllare era stata compilata dalla NSA con l’aiuto di altre agenzie di spionaggio usando le intercettazioni telefoniche. Il programma era ancora attivo durante la presidenza Nixon, ma venne chiuso nel 1973 dopo lo scandalo Watergate.

Gli autori della ricerca, Matthew Aid e William Burr, hanno comparato l’attività di spionaggio degli anni Settanta con quella degli utimi anni, giunta sotto i riflettori dopo le rivelazioni Edward Snowden. Secondo loro, il controllo dell’NSA durante la guerra in Vietnam detiene il primato su tutti gli eccessi del programma di spionaggio attuale.

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