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Home » Esteri

Spagna, il Governo Sánchez vara la stretta su immigrazione e diritto d’asilo

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Foto AGF

Approvato un disegno di legge per allinearsi al nuovo Patto europeo: previsti inasprimenti e accelerazione delle procedure

Il Governo spagnolo, guidato dal socialista Pedro Sánchez, ha approvato un progetto di legge che mira a riformare in senso più restrittivo le norme sull’immigrazione e sul diritto d’asilo.

Il ddl è stato deliberato dal Consiglio dei ministri ieri, martedì 25 agosto, e prevede un inasprimento e un’accelerazione delle procedure per la richiesta di asilo politico in Spagna.

“L’obiettivo è allineare la legislazione spagnola al Patto europeo su migrazione e asilo”, ha dichiarato il ministro degli Interni Fernando Grande-Marlaska nella conferenza stampa tenuta dopo la riunione dell’esecutivo. Marlaska ha ribadito che la Spagna è contraria agli aspetti più severi del Patto europeo (entrato in vigore lo scorso 12 giugno), in particolare quelli che consentono la detenzione dei migranti in Paesi terzi, ma ha affermato che è necessario adeguare la legislazione iberica agli standard dell’Ue.

Il progetto di riforma arriva circa un mese dopo la crisi di Ceuta, che ha visto in poche ore oltre 60mila migranti raggiungere l’enclave spagnola in Marocco. Il disegno di legge inizierà ora un lento iter legislativo e richiederà mesi prima di essere approvato (o respinto) dal Parlamento.

Se da un lato, aumentano le garanzie per i minori e altri gruppi vulnerabili, come la comunità LGBTQ+ e le donne vittime di violenza di genere, ma dall’altro, vengono introdotte restrizioni al diritto d’asilo.

Il Governo spagnolo prevede che lo screening (la procedura di identificazione, registrazione e controllo preliminare del migrante, prima del suo eventuale avvio alla procedura di asilo o di rimpatrio) debba essere completato, di norma, entro 72 ore nei casi previsti dalla normativa nazionale, un termine assai più breve rispetto ai sette giorni massimi consentiti dal Patto europeo su migrazione e asilo.

Il disegno di legge fissa inoltre un periodo massimo di 12 settimane – prorogabile a 16 in alcuni casi – per la definizione delle domande di asilo. Durante questo arco temporale i richiedenti devono rimanere confinati presso “strutture di polizia a disposizione delle autorità” fino a quando non viene presa una decisione in merito alla loro istanza.

Verranno trattate con particolare celerità in particolare le richieste presentate da migranti che provengono da Paesi con un tasso di riconoscimento dell’asilo nell’Ue inferiore al 20%, quelle in cui i richiedenti sono considerati un rischio per l’ordine pubblico o la sicurezza e quelle sospettate di essere presentate unicamente per evitare l’espulsione. In quest’ultimo caso, il diniego dell’asilo comporterà direttamente l’allontanamento del migrante dalla Spagna senza che debba essere avviato un successivo procedimento di espulsione e, soprattutto, senza che il migrante possa presentare un ricorso amministrativo.

La riforma varata dal Governo Sánchez autorizza le autorità preposte ad assegnare ai richiedenti asilo una specifica area geografica all’interno della Spagna dove queste persone dovranno restare per l’intera durata del procedimento. I migranti potranno essere confinati in “un edificio o luogo specifico” qualora sussista “un rischio di fuga o se è necessario per tutelare l’ordine pubblico”. A tali restrizioni si potrà derogare “per giustificati e urgenti motivi familiari” o “per ricevere cure mediche” non disponibili nel luogo di residenza.

Per agevolare l’elaborazione della richiesta d’asilo i migranti dovranno fornire “tutte le informazioni e i dettagli disponibili”, presentarsi quando richiesto e rispondere a tutte le domande poste, cooperare attivamente con l’Amministrazione, anche “nell’esecuzione di una decisione di trasferimento verso un altro Stato membro, compreso il caso di ricollocazione”. Pena il ritiro della domanda di asilo.

Infine, il ddl approvato dall’esecutivo di Madrid cancella la norma che prevede la possibilità di concedere permessi di soggiorno per motivi umanitari a chi si è visto rifiutare la richiesta di asilo. Nella relazione che accompagna il testo si sottolinea come la “ampia applicazione” di quella norma ha portato “all’uso strumentale delle domande di protezione internazionale per ottenere questo tipo di permesso, compromettendo seriamente l’efficacia e l’efficienza del sistema di asilo in Spagna”.

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