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Come stanno le cose in Siria al quarto giorno di tregua

La Russia accusa gli Stati Uniti di non fare la propria parte, l'Onu accusa il regime siriano di ostacolare gli aiuti, e la Francia vuole saperne di più sull'accordo

Di TPI
Pubblicato il 15 Set. 2016 alle 14:30 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 18:03
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Immagine di copertina

Secondo il ministero della Difesa russo gli Stati Uniti non stanno facendo la loro parte nell’ambito dell’accordo per il cessate il fuoco in Siria.

I russi ritengono che Washington stia utilizzando una “cortina fumogena di parole” per coprire la riluttanza a implementare la propria parte del piano concordato con Mosca, inclusa la separazione delle milizie appartenenti all’opposizione moderata dai gruppi terroristi.

Nel quarto giorno di tregua, entrata in vigore lunedì 12 settembre al tramonto, le uniche a rispettarla sono le forze del governo di Damasco, ha detto il ministero, aggiungendo che le milizie dell’opposizione “sotto il controllo degli Stati Uniti” hanno intensificato i bombardamenti sulle zone residenziali e sui civili. 

Tuttavia, nelle prime 48 ore del cessate il fuoco non sono state registrate vittime e sia i russi che gli americani sono concordi nel dire che la tregua, salvo sporadiche violazioni, sta reggendo.

Anche il governo del presidente siriano Bashar al-Assad sostiene che i ribelli moderati del Free Syrian Army non hanno intenzione di sganciarsi dal gruppo jihadista Jabhat Fateh al-Sham (ex Fronte al-Nusra) come richiesto dall’accordo russo-americano.

D’altro canto, le Nazioni Unite lamentano che il regime siriano sta impedendo la consegna degli aiuti umanitari, altro punto fondamentale dell’accordo sul cessate il fuoco.

L’inviato speciale per la Siria dell’Onu, Staffan de Mistura si è espresso molto chiaramente davanti ai giornalisti presenti a Ginevra: “Il governo, ribadisco, il governo, avrebbe dovuto fornire dei permessi, delle autorizzazione, ma non sono state ricevute”, ha dichiarato aggiungendo che questo tentativo di resistenza passiva è una grande delusione anche per il principale alleato di Assad, la Russia.

Il consigliere umanitario di de Mistura, Jan Egeland, ha riferito che gli aiuti potrebbero raggiungere Aleppo venerdì, ma che prima di tutto occorre che tutte le parti del conflitto ritirino le loro forze dalla Castello Road, la principale via d’accesso ai quartieri orientali, quelli in mano ai ribelli, della città.

Nel frattempo, la Francia ha chiesto agli Stati Uniti di condividere con gli alleati i dettagli e i termini dell’accordo stretto con la Russia, insistendo che queste informazioni sono cruciali per garantire che le operazioni congiunte tra Washington e Mosca vadano a colpire solo i miliziani estremisti e non i ribelli appartenenti all’opposizione moderata.

Il ministro degli Esteri francese Jean-Marc Ayrault ha anche detto che l’effettivo ingresso degli aiuti umanitari ad Aleppo sarà indicativo delle reali possibilità di tenuta e implementazione dell’accordo russo-americano.

–Leggi anche: Russia e Stati Uniti hanno raggiunto un accordo sulla Siria

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