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Home » Esteri

Com’è la situazione in Siria a un giorno dal cessate il fuoco

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Finora non sembrano esserci state violazioni. L'esercito siriano ha detto di aver abbattuto un aereo da guerra israeliano e un drone

Ieri, 12 settembre, al tramonto, è entrata in vigore la tregua in Siria, la seconda dall’inizio del 2016. Finora non sembrano esserci state violazioni. L’accordo mediato dalla Russia e Stati Uniti, è stato descritto dal segretario di Stato John Kerry come forse “l’ultima possibilità di salvare la Siria”.

L’Osservatorio siriano per i diritti umani ha riferito che la tregua sta tenendo su quasi tutti i fronti. I residenti della città settentrionale di Aleppo riferiscono che anche lì la situazione è tranquilla.

Tuttavia, altri rapporti hanno riferito di attacchi sporadici effettuati sia dalle forze governative che dai ribelli dopo che il cessate il fuoco era entrato in vigore.

L’esercito siriano ha detto che la tregua sarà applicata in tutta la Siria per sette giorni, ma che si riserva il diritto di rispondere con decisione a qualsiasi violazione da parte dei gruppi armati ribelli. Il Free Syrian Army ha cautamente accolto con favore la cessazione delle ostilità. 

L’accordo era stato firmato il 9 settembre a Ginevra dopo mesi di colloqui tra Russia e Stati Uniti. Una delle condizioni principali è il consentire l’accesso senza ostacoli agli aiuti umanitari nelle zone assediate.

Se la tregua terrà per sette giorni, gli Stati Uniti e la Russia al termine effettueranno attacchi aerei coordinati contro i gruppi militanti, tra cui il sedicente Stato islamico e Jabhat Fateh al-Sham (conosciuto fino a poco tempo come il fronte al-Nusra).

Il presidente Bashar al-Assad, che aveva accolto con favore l’accordo, si è detto determinato a recuperare tutte le aree controllate dai terroristi. 

Intanto questa mattina l’esercito siriano ha detto di aver abbattuto un aereo da guerra israeliano e un drone, dopo un attacco israeliano contro una postazione dell’esercito nel sud della Siria.

L’esercito israeliano ha negato il coinvolgimento. 

La diplomazia in questi 5 anni di conflitto, che ha provocato 4,8 milioni di profughi e 6,5 milioni di sfollati all’interno del paese, ha ripetutamente fallito. 

Alcuni tentativi – falliti – di trovare un accordo di pace: 

– febbraio 2012: il governo siriano “rifiuta categoricamente” il piano della Lega Araba di una missione di pace congiunta tra paesi arabi e Nazioni Unite.

-giugno 2012 / gennaio 2014 / gennaio 2016: le tre tregue fallite sponsorizzate dalle Nazioni Unite e stabilite durante le conferenze di pace a Ginevra. 

– settembre 2013: Kerry e Lavrov negoziano un accordo per individuare eventuali armi chimiche in possesso del governo siriano, in cambio del fatto che gli Stati Uniti interrompessero gli attacchi aerei. Da allora, il governo è stato ripetutamente accusato di usare sostanze chimiche tossiche contro le aree controllate dai ribelli.

– febbraio 2016: le potenze mondiali sono d’accordo a Monaco di Baviera su una “cessazione delle ostilità” nazionale in Siria esclusi i gruppi jihadisti. Il piano fallisce quasi subito. 

– marzo 2016: il presidente Vladimir Putin dichiara compiuta la missione in Siria da parte dell’aviazione russa e i suoi aerei ritornano in patria. Nonostante questo raid aerei russi sono continuati da allora. 

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