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Cos’è il “settled status” e cosa devono fare i cittadini europei che vogliono rimanere nel Regno Unito

Di Laura Melissari
Pubblicato il 21 Gen. 2019 alle 11:32 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 20:03
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Immagine di copertina

I cittadini che risiedono nel Regno Unito potranno rimanere nel paese anche dopo la Brexit, con lo status di residente permanente. Il 21 gennaio entrano in vigore le nuove procedure per il “settled status”, lo status di residente permanente. Nei mesi scorsi il sistema era in fase sperimentale.

Lo status fa parte dell’accordo negoziato tra Theresa May e l’Ue, poi bocciato dal parlamento britannico. Secondo l’accordo, il governo si impegna a garantire lo status anche in caso di “no deal”.

Si tratta di un sistema che semplifica la procedura di ottenimento della Permanent residence card, la carta di residenza. La procedura prevedeva la compilazione di un form di 80 pagine e la presentazione di un’ampia documentazione che attesti la propria residenza nel Regno Unito da almeno 5 anni.

Per ottenere il “settled status” serviranno tre elementi: un documento di identità, la prova che si è residenti nel Regno Unito da 5 anni e un controllo della fedina penale.

La richiesta si può presentare online, attraverso smartphone Android, tablet o computer.

Se non si è residenti da almeno 5 anni, comunque si potrà ottenere il “pre-settled status”, il diritto alla residenza per maturare i cinque anni necessari al permesso permanente.

La procedura ha un costo di 65 sterline per chi ha 16 anni, e di 32,50 sterline per i minori di 16 anni.

La prova che si è residenti nel paese, nella maggior parte dei casi, avverrà in maniera automatica tramite il controllo della dichiarazione dei redditi e il dipartimento del lavoro non si dovrà fornire alcuna documentazione aggiuntiva. I cittadini irlandesi, in ragione del loro status privilegiato, hanno il diritto automatico di residenza nel Regno Unito senza dove richiedere il settled status.

Il governo britannico, tramite il ministero degli Interni, ha già ricevuto 29.987 richieste e ne ha già esaminate il 90 per cento. Fino al 21 gennaio il sistema era in fase sperimentale. Da questa data in poi il sistema entra formalmente in vigore.

È possibile presentare le richieste fino al 30 giugno 2021 o fino al 31 dicembre 2020 se il Regno Unito lascia l’Unione europea senza accordo.

Circa 1.500 funzionari lavoreranno al sistema. L’ottenimento della residenza permanente non è accompagnato da un documento fisico, ma si tratta di uno status digitale.

Nel Regno Unito vivono 3,8 milioni di cittadini dell’Ue. I britannici che vivono negli altri paesi Ue sono invece 900mila.

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