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Sepolture collettive a più piani per accogliere le numerose vittime a Douma, in Siria

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La soluzione individuata dagli abitanti della città siriana assediata, per far fronte al crescente numero di caduti e alla crisi degli spazi per le sepolture

Douma, sepolture collettive a più piani per accogliere il gran numero di vittime. È la soluzione individuata dagli abitanti della città assediata a nord ovest di Damasco, per far fronte al crescente numero di caduti e alla crisi degli spazi per le sepolture.

“L’intensificarsi dei bombardamenti sulla città da parte del regime di Assad ha costretto gli addetti alle sepolture a studiare soluzioni urgenti”, ha spiegato Rachid Ghazal, direttore dell’ufficio cimiteriale locale. “Abbiamo avuto anche cento vittime in un solo giorno, i terreni disponibili sono ormai pochissimi”.

“In altre città si è dovuto ricorrere a fosse comuni dopo le stragi”, ha proseguito il direttore. “Le sepolture devono avvenire in tempi rapidi, non solo per questioni igieniche. Spesso, proprio durante i funerali, si compiono bombardamenti o i cecchini aprono il fuoco. Noi abbiamo creato questa soluzione, scavando una grande fossa, che potrà accogliere fino a 900 salme su otto piani, e ogni salma sarà divisa dalle altre attraverso pareti di argilla. L’intera area è stata coperta di insetticida e intorno alla fossa sono stati piantumati alberi”.

Secondo fonti locali, nel vecchio cimitero di Douma sono state seppellite 4.300 salme da marzo 2014 a oggi e tutti gli spazi disponibili sono terminati.

“Ogni salma è numerata e vengono registrati i dati del defunto e il piano in cui viene adagiato, così che si possa preservare l’identità del morto e la sua dignità”, ha chiarito Ghazal. “Tutte le settimane stiliamo un report dettagliato, che in futuro potrà servire ai parenti delle vittime, ma anche per eventuali indagini sulle stragi. Abbiamo iniziato a digitalizzare tutte le informazioni per rendere più veloce la consultazione degli elenchi”.

Douma e tutta la zona orientale di al Ghouta è da tempo al centro degli scontri tra il regime e i ribelli. I bombardamenti e l’assedio hanno causato una grave crisi umanitaria che colpisce migliaia di civili inermi.

La delegazione delle opposizioni che ha preso parte ai colloqui conclusi oggi ad Astana, in Kazakistan, ha fatto sapere, tramite il rappresentante Mohamed Allush, che tra i punti su cui si è trovato un accordo con la Russia ci sarebbe anche la fine dell’assedio sulle città alla periferia di Damasco.

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