Covid ultime 24h
casi +8.864
deceduti +316
tamponi +146.728
terapie intensive -67

Scoperta la provenienza dei segnali radio più misteriosi dell’universo

Per la prima volta gli scienziati sono riusciti a rintracciare la fonte dei Fast radio bursts, un misterioso tipo di potenti segnali radio

Di TPI
Pubblicato il 5 Gen. 2017 alle 08:58 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 02:13
0
Immagine di copertina

Un misterioso tipo di segnali radio provenienti dallo spazio profondo, scoperti solo una decina di anni fa, sono stati collegati a una precisa fonte per la prima volta. Lo hanno reso noto gli astronomi in un articolo pubblicato sulla rivista Nature mercoledì 4 gennaio 2017.

Si tratta dei Fast radio bursts (FRB o lampo radio veloce) il cui segnale è stato rilevato solo 18 volte nella storia e ha costituito per anni un rompicapo per gli scienziati.

Da quando sono stati scoperti, nessuno sapeva da dove provenissero questi lampi, né da cosa venissero prodotti. Tanto che alcune teorie sostenevano che si trattasse di segnali prodotti da eventi catastrofici come la trasformazione delle stelle in supernove o dal loro collasso in buchi neri. C’è stato anche chi attribuiva la loro origine ad altre forme di vita nello spazio.

Cosa sono i Fast radio bursts?

La caratteristica di questi lampi è quella di essere molto potenti e al tempo stesso davvero brevi. La loro durata è infatti di appena qualche millesimo di secondo, ma l’energia che emettono è pari a quella che il sole produce in 10mila anni.

Il primo segnale di questo tipo è stato notato nel 2007 dal telescopio di Parkes in Australia. Dai successivi rilievi sembra che i FRB possano presentarsi senza alcun preavviso in qualunque punto della volta celeste. 

Una particolarità notata dagli scienziati è che c’è uno di questi lampi che si ripete nel tempo. Si chiama FRB 121102 e dalla data della sua prima rilevazione, avvenuta il 2 novembre 2012 con il radiotelescopio di Arecibo, a Porto Rico, si contano almeno un’altra decina di impulsi riconducibili alla stessa sorgente.

Cosa hanno scoperto gli astronomi?

La ricerca, condotta da un team di scienziati guidati da Shami Chatterjee della Cornell University, è partita proprio da quel lampo. Dopo 83 ore di osservazione nell’arco di sei mesi, gli scienziati hanno potuto individuare la sua origine.

Hanno scoperto che FRB 121102 proviene da una piccola galassia, situata in una regione d’universo a oltre 3 miliardi d’anni luce da noi e di cento anni luce di diametro.

La scoperta è stata possibile grazie al Very Large Array, il radiotelescopio di New Mexico dotato di 27 antenne e utilizzato dalla National Science Foundation, l’agenzia governativa statunitense che si occupa di ricerca scientifica e ingegneristica. Si tratta del sistema più potente che aveva mai osservato un lampo radio veloce.

“Adesso sappiamo che questo particolare FRB proviene da una piccola galassia a oltre 3 miliardi d’anni luce dalla Terra”, ha detto Chatterjee.

Perché questa scoperta è importante?

I risultati ottenuti dagli scienziati finora non chiariscono da cosa siano prodotti questi misteriosi segnali, ma cambiano le carte in tavola perché consentono di escludere alcune ipotesi.

“Prima che conoscessimo la distanza a cui si trova la fonte dei FRB, molti hanno tentato di spiegare la loro origine sostenendo che provenissero dall’interno della nostra galassia o da punti ad essa vicini”, ha detto Shriharsh Tendulkar, un membro del team che proviene dalla McGill University in Montreal, in Canada. “Adesso abbiamo escluso queste spiegazioni, almeno per questo specifico FRB”.

Un altro elemento che si aggiunge al mistero dei lampi radio veloci è che FRB 121102 sembrava accompagnato da un flusso di emissioni radio più deboli e continue. Ulteriori rilevazioni hanno mostrato che le due fonti di queste emissioni non potrebbero trovarsi a una distanza di oltre cento anni luce tra loro, secondo quanto descritto dagli scienziati nell’articolo di Nature.

Rimane l’interrogativo sull’origine dei lampi radio veloci. Una delle ipotesi più plausibili, secondo gli autori dello studio, è che siano prodotti da una stella di neutroni estremamente densa. O forse da una “magnetar”, una stella di neutroni che possiede un enorme campo magnetico.

— LEGGI ANCHE: LA CINA HA INAUGURATO UN RADIOTELESCOPIO PER LA RICERCA DI VITA EXTRATERRESTRE

**Non restare fuori dal mondo. Iscriviti qui alla newsletter di TPI e ricevi ogni sera i fatti essenziali della giornata.**

0
Accesso

Se non ricordi la tua password o in precedenza usavi un account social (Facebook, Google) per accedere, richiedi una nuova password.