Russiagate, il procuratore Mueller: “Trump può essere incriminato a fine mandato”

Il rapporto non scagiona il presidente Usa

Di Maria Teresa Camarda
Pubblicato il 24 Lug. 2019 alle 16:02 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 01:54
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Immagine di copertina
Robert Mueller e Donald Trump

Donald Trump potrebbe essere incriminato

Russiagate, “Donald Trump potrebbe essere incriminato, ma solo dopo che avrà lasciato la Casa Bianca”. Lo ha detto al Congresso l’ex procuratore speciale del Russiagate Robert Mueller.

Dopo due anni di silenzio e una breve dichiarazione pubblica, Mueller ha testimoniato oggi, mercoledì 24 luglio, per la prima volta al Congresso sull’esito delle indagini sul Russiagate.

Le indagini sui tentativi russi di influenzare la campagna presidenziale del 2016 hanno dimostrato che “il governo russo interferì nelle elezioni americane in modo vasto e sistematico” e che vi furono contatti tra l’entourage di Donald Trump e la Russia.

Mueller ha parlato di “una delle sfide più serie alla democrazia americana”, perché il governo russo credeva di trarre qualche beneficio se avesse vinto, come poi è davvero accaduto, Donald Trump.

> Cosa dice il rapporto Mueller sul Russiagate

E non è escluso che Trump non fosse a conoscenza di quello che stava succedendo.

“Non ho mai detto che Trump possa essere esonerato completamente dai fatti – ha detto Mueller – ho solo detto di aver trovato prove insufficienti”. Donald Trump, tra la’ltro, durante le indagini condotte dall’ex procuratore, rifiutò di farsi interrogare dal suo team.

Alla Commissione Giustizia, Mueller ha aggiunto che nonostante dieci potenziali istanze di ostruzione della giustizia, “in base alle linee guida del Ministero della Giustizia (che impediscono di incriminare un presidente in carica, ndr), abbiamo deciso di non prendere una decisione se il presidente ha commesso un crimine”.

L’ex procuratore ha detto comunque che le sue indagini sul Russiagate “non sono mai state limitate o ostacolate”.

Trump non c’è, ma ascolta

Donald Trump aveva giurato che non avrebbe seguito la testimonianza al Congresso dell’ex procuratore del Russiagate. “Forse solo un po’”, aveva poi aggiunto. Ma oggi nel suo programma ufficiale non ha impegni sino alle 14.40 (le 20.40 in Italia), ossia per tutta la durata prevista dell’audizione.

Il tycoon inoltre ha attaccato Mueller e i democratici che lo hanno convocato a Capitol Hill con una raffica di tweet. L’accusa principale è quella di trovarsi in un oggettivo conflitto di interessi.

“Spero che Robert Mueller non neghi di aver chiesto l’incarico di capo dell’Fbi (e fu respinto) il giorno prima di essere erroneamente nominato procuratore speciale. Spero che non lo neghi sotto giuramento perché abbiamo vari testimoni per il colloquio, compreso il vice presidente degli Stati Uniti”, ha twittato Trump poco prima della testimonianza di Mueller al Congresso.

Ma l’ex procuratore speciale ha proprio negato: “Ho parlato con Trump dell’incarico, ma prima di essere nominato procuratore e comunque non come una candidatura”.

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