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Home » Esteri

Continua la “cancel culture” contro la Russia: anche Yuri Gagarin finisce nel mirino della guerra ideologica occidentale

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Anche l’astronauta Yuri Gagarin viene “cancellato” dall’ondata russofoba

L’ultima vittima della “cancel culture” in chiave anti Putin è diventato il celebre astronauta Yuri Gagarin, “colpevole” di essere nato in Russia. A Colorado Springs, dove si tiene ogni anno lo Space Symposium, una delle principali manifestazioni aerospaziali al mondo, si celebra da sempre la “Yuri’s night”, ma dall’inizio del conflitto gli organizzatori hanno preferito chiamare la serata “Celebration of Space: Discover What’s Next» ritenendo fosse più opportuno celebrare le conquiste americane nello spazio anziché quelle dell’astronauta sovietico. L’episodio purtroppo non è rimasto isolato.

Come riporta il Corriere anche il sindaco della cittadina lussemburghese di Mondorf Les Bais, dove si trova una statua dedicata al cosmonauta, ha deciso di coprire il busto in suo onore fino a nuovo ordine per “evitare tensioni in questo momento storico, ma anche vandalismi.” La decisione ha scatenato un animato dibattito nel paesino, dove alcuni hanno fatto notare che la Russia e l’Ucraina non esistevano affatto ai tempi Gagarin, morto 54 anni fa.  Non si tratta di certo del primo episodio di russofobia dall’inizio del conflitto. Dopo la censura di Dostoevskij all’Università di Milano, la proiezione di Solaris di Tarkovskij proibita in Spagna, un documentario sul poeta futurista Chlebnikov vietato in Lituania, dall’inizio della guerra tra Mosca e Kiev aumenta sempre più il numero di proteste simboliche anti Russia a Occidente.

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