Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Ultimo aggiornamento ore 21:39
Immagine autore
Lucarelli
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Di Battista
Home » Esteri

I ribelli minacciano di boicottare i negoziati di pace in Siria

Immagine di copertina

Gli insorti accusano il regime di Bashar al-Assad avere continuato con i bombardamenti nonostante il cessate il fuoco

Diverse formazioni di ribelli hanno annunciato lunedì 2 dicembre che non parteciperanno ai colloqui di pace previsti entro la fine di gennaio ad Astana, in Kazakistan, adducendo come motivazione il fatto che il regime siriano ha violato più volte la tregua voluta da Russia e Turchia e appoggiata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, entrata in vigore quattro giorni fa. 

“Il regime e i suoi alleati hanno continuato a combattere e a commettere numerose violazioni”, scrivono in una nota congiunta le formazioni degli insorti, “Poiché queste violazioni continuano i gruppi ribelli annunciano che non parteciperanno alle discussioni di pace ad Astana”.

Nella nota si fa riferimento ai combattimenti nella regione controllata dagli insorti di Wadi Barada, vicino Damasco, che è stata bombardata ripetutamente dall’aviazione siriana. Nelle ultime settimane il regime starebbe cercando di tornare in possesso delll’area, dalla quale passa l’approvvigionamento di acqua della capitale.

L’esercito di Assad ha negato le accuse dei ribelli sostenendo che il loro obiettivo è di far fallire i negoziati di pace.

L’accordo per il cessate il fuoco è stato firmato dal governo siriano e dalle forze d’opposizione; fautori e garanti dell’intesa sono Russia, Turchia e Iran. Non sono inclusi invece nel cessate il fuoco le milizie curde dell’Ypg e il sedicente Stato islamico.

Intanto, l’esercito turco ha detto che 18 jihadisti dell’Isis sono stati uccisi nel nord della Siria in una serie di rappresaglie in seguito all’attentato di capodanno in cui un jihadista del sedicente Stato islamico ha ucciso 39 persone.

Dall’inizio della guerra civile nel marzo del 2011 scoppiata in seguito alle proteste per rimuovere il regime del presidente Bashar al-Assad sono morte almeno 300mila persone. Quattro milioni di siriani sono fuggiti negli stati confinanti o hanno cercato ospitalità in Europa.

**Non restare fuori dal mondo. Iscriviti qui alla newsletter di TPI e ricevi ogni sera i fatti essenziali della giornata.**

Ti potrebbe interessare
Esteri / La crisi climatica colpisce Gaza: il territorio palestinese rimarrà senza olio
Esteri / Crisi climatica: negli Stati Uniti il fiume Colorado rischia di scomparire
Esteri / Scotland Yard, il deputato britannico David Amess è stato ucciso “per terrorismo”
Ti potrebbe interessare
Esteri / La crisi climatica colpisce Gaza: il territorio palestinese rimarrà senza olio
Esteri / Crisi climatica: negli Stati Uniti il fiume Colorado rischia di scomparire
Esteri / Scotland Yard, il deputato britannico David Amess è stato ucciso “per terrorismo”
Esteri / Polonia, in piazza per dire No all’uscita dall’Ue: il fotoreportage su The Post Internazionale
Esteri / Buckingham Palace e la Torre di Londra potrebbero finire in fondo al mare: lo studio
Esteri / Dall’Austria all’Etiopia: le notizie dal mondo di questa settimana
Esteri / Farnesina, gioco delle coppie all’ambasciata in Russia: parentopoli all’italiana
Esteri / Sei vegano? Nel Regno Unito puoi esimerti dal vaccino anti-Covid: “È come una fede religiosa”
Esteri / La regina Elisabetta come Greta: "I leader parlano di ambiente, ma non fanno niente"
Esteri / Quattro podcast che raccontano quattro storie di giovani donne afghane